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Firenze, artificiere ferito: “La polizia è la mia vita, non voglio lasciarla”

“La polizia è la mia vita, non voglio lasciarla”. Lo ha sussurrato dal letto d’ospedale Mario Vece, 39 anni, l’artificiere che, nell’esplosione del primo gennaio, ha perso l’occhio destro e la mano sinistra. L’ordigno era stato collocato a Firenze davanti alla libreria di Casapound in pieno centro. Il poliziotto intervenuto, è stato sorpreso dall’esplosione che lo ha ferito gravemente. Le indagini seguono la pista anarco-insurrezionalista. Al momento non ci sono ancora sospettati.

Mario Vece non vuole mollare e ora ha una ragione in più. Ha superato in modo brillante il concorso per diventare ispettore. Un sogno il suo che sta per diventare realtà. La polizia non è soltanto un lavoro, ma la sua passione. “Spero di tornare a fare il mio mestiere”, ha detto ai medici prima di entrare in sala operatoria.

L’altra sua grande passione è la moto. Campano di nascita ma toscano di adozione, il sovrintendente fa parte di un club di harlysti che ha fatto sentire da subito la propria vicinanza. Attraverso il fratello, Mario ha chiesto di voler tornare in sella alla sua Harley Davidson. E ora i compagni di club stanno preparando una sorpresa: una moto attrezzata con frizione a pedale per consentirgli di guidarla anche senza la mano sinistra.

Sposato, è padre di due figlie di 12 e 14 anni, l’artificiere ce la farà anche questa volta. Ieri la visita del ministro Minniti e del capo della polizia Gabrielli: l’ispettore di polizia Mario Vece non sarà lasciato solo, hanno assicurato.

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