Aversa

Aversa, emergenza freddo: Comune e Caritas aiutano senzatetto

Aversa – L’emergenza freddo che in questi giorni si è abbattuta sulla città di Aversa non ha colto impreparata l’Amministrazione Comunale che si è attivata da subito per aiutare i senza fissa dimora che in queste gelide notti si ritrovano senza un rifugio a dormire in giacigli improvvisati.

Con una sinergia tra l’Amministrazione e la Caritas Diocesana è stata avviata una rete di accoglienza a protezione per i senzatetto. In queste notti i volontari della Caritas, accompagnati dagli uomini della Polizia Municipale, hanno perlustrato le strade cittadine per portare aiuto a quanti dormono all’aperto, molti sono stati accolti presso la dimora “Gratis Accepistis”, una struttura diocesana attrezzata appositamente per dare ricovero ai senza fissa dimora.

Quanti, invece, hanno rifiutato di essere alloggiati nella struttura preferendo di restare nei loro ricoveri di fortuna sono stati riforniti di coperte e bevande calde dalla Polizia Municipale, che continua il monitoraggio della città di Aversa per individuare eventuali ulteriori situazioni di difficoltà.

“Non lasceremo indietro nessuno, – ha affermato il sindaco Enrico de Cristofaro – stiamo portando aiuto a tutti quelli che hanno bisogno, in primis grazie alla collaborazione della Diocesi di Aversa che ha segnalato alla mia amministrazione i bisogni e le situazioni più urgenti nelle quali intervenire. Abbiamo la solidarietà come elemento costitutivo del nostro operato”.

Anche il vicesindaco Federica Turco è intervenuta sull’argomento: “Sono state accolte molte persone, la Caritas e l’Amministrazione sono state in questi giorni a fare giri di notte per aiutare chi dorme per strada, ci stiamo preoccupando con grande attenzione delle necessità dei più deboli in questa circostanza di freddo eccezionale. Voglio ricordare a tutti che il dormitorio diocesano Caritas ‘Gratis Accepistis’ è aperto tutti i giorni ventiquattro ore su ventiquattro e stiamo indirizzando lì tutti i casi che ci vengono segnalati sul territorio”.

L’Amministrazione, inoltre, precisa ancora una volta che, differentemente da quanto riportato anche da diversi organi di stampa nazionali, l’indiano Amrik Singh, deceduto nella scorsa settimana, non era un vagabondo che viveva solo in strada e non è morto per il freddo. Al contrario, era ospitato da molto tempo presso le strutture Caritas e la sua dolorosa fine è stata dovuta ad una cardiopatia improvvisa (leggi qui).

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