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Migranti trasportati come “carne da macello” nei camion, 34 arresti

Maxi operazione della Polizia di Cremona nel contrasto al fenomeno del traffico dei migranti che ha portato ad arresti in varie province italiane, compresa la zona di frontiera di Ventimiglia. La polizia, coordinata e diretta dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano, ha sgominato una banda di trafficanti di esseri umani, composta da decine di persone quasi tutte di nazionalità straniera, operanti a livello internazionale.

L’inchiesta ha permesso di “documentare 62 viaggi in cui i migranti, presenti anche minori, sono stati trasportati in camion” per tentare di aggirare i controlli e raggiungere il Nord Europa. E’ quanto emerge dalla conferenza stampa che si è svolta in questura a Milano.

Una volta attraversata in treno l’Italia, le persone raggiungevano Ventimiglia: “Qui iniziava la seconda fase del viaggio. – racconta il procuratore aggiunto della Dda Ilda Boccassini – I migranti viaggiavano in camion chiusi da un lucchetto, quando la polizia è intervenuta alcuni avevano difficoltà a respirare. Sono diversi gli interventi sui camion che abbiamo fatto: in un caso viaggiavano ammassati in 41”.

I profughi venivano trattati come “carne da macello” da “persone senza scrupoli” capaci di speculare sul dolore e sulla sofferenza. Di fronte a chi scappa dalla guerra c’è “la globalizzazione del male” e non c’è etnia che non guadagni dalla tratta di esseri umani. Il procuratore aggiunto della Dda di Milano non usa parole tenere nei confronti dell’organizzazione transazionale accusata di immigrazione clandestina: 34 le ordinanze di custodia cautelare fatte scattare, 18 quelle eseguite in Italia.

“Le persone che sono state individuate – spiega in una conferenza stampa in questura a Milano – sono una goccia nel mare rispetto alla facilità con cui oggi personaggi senza scrupoli si muovono nei confronti di persone che lasciano le proprie terre per ragioni di guerra o di disagio e che affrontano un viaggio del dolore con la speranza di trovare un mondo migliore”.

L’inchiesta documenta come i profughi, dopo aver affrontato un viaggio in mare pagato anche “5mila dollari”, raggiungono Catania dove affrontano una nuova tappa per attraversare in treno l’Italia e arrivare a Ventimiglia – con una spesa “fino a mille euro” – e qui, stipati in camion, provare a ‘conquistare’ il Nord Europa, dove spesso hanno dei parenti.

L’operazione, coordinata dalla Dda di Milano, restituisce anche documenti fotografici di questi “viaggi della speranza. Si vede come vengono trattate queste persone, nonostante quello che già hanno sopportato”. Profughi che “già per mesi o anni hanno affrontato mille disagi per arrivare in Italia” ora sono disposti a nuovi “sacrifici pur di avere una possibilità di una vita migliore”. Così decine di esseri umani viaggiano in condizioni inumane “in camion chiusi con un lucchetto.

Le persone sono costrette a stare supine e ammassate per una speranza di libertà: questo deve far riflettere tutti e tutti dobbiamo sentirci chiamati in causa”, sottolinea il procuratore aggiunto della Dda, Ilda Boccassini. E “nel momento in cui il mondo respinge l’idea di integrazione”, bisogna segnalare che la “gente senza scrupoli, non ha una sola etnia”, come dimostrano le diverse nazionalità degli arrestati; in manette anche connazionali degli stessi profughi sfruttati.

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