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Milano, Sala: “Torno a fare il sindaco, sono certo di essere innocente”

“Torno a fare il Sindaco, certo della mia innocenza verso un’accusa che non costituisce un condizionamento della mia attività”, con un post su Facebook Beppe Sala annuncia il ritiro dell’autosospensione. Il sindaco di Milano ha spiegato la sua decisione, presa dopo l’annuncio via stampa di un avviso di garanzia: “Su un punto non si può transigere: un amministratore pubblico ha nell’integrità morale l’elemento insostituibile della propria credibilità”.

Non vuole polemizzare con i giudici, dice Sala, precisando di avere “fiducia nella magistratura”, ma sottolinea anche di aver avuto notizia dell’avviso di garanzia dai giornali, di non aver ricevuto nessuna comunicazione ufficiale in proposito, di aver verificato che gli oggetti dell’indagine riguardavano ofatti su cui era già stato chiesta l’archiviazione. Ecco dunque perché torna a Palazzo Marino. Ed ecco come lo spiega, nella sua “lettera aperta” alla città di Milano.

La notizia appresa dai giornali – “Cari concittadini, mi sono dovuto assentare per qualche giorno dal lavoro. Lasciate che vi spieghi il perché. Nella serata di giovedì scorso ho appreso da numerose fonti giornalistiche, prima in modo confuso e poi in forma più chiara, di essere stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura generale di Milano, che ha ritenuto di dover ulteriormente indagare su fatti già oggetto di anni di inchieste della Procura della Repubblica e per i quali era stata già formulata richiesta di archiviazione. Fatti che riguardano la più importante gara d’appalto di Expo 2015, quella della cosiddetta ‘Piastra’. Nessuna comunicazione ufficiale mi era stata fatta al riguardo, nessun avviso di garanzia mi era stato notificato, non avevo nessuna informazione in merito alle ipotesi accusatorie. A fronte di questa situazione, avrei potuto limitarmi a una risposta ‘normale’ e forse anche un po’ scontata, di ‘fiducia nell’operato della magistratura’”.

“Ho fatto la mia scelta” – “Ma io non credo che le cose si debbano sempre risolvere così. Ho fiducia nella magistratura, certo. Ma non posso negare il mio stupore nell’aver appreso la notizia dalla stampa. Mi direte, non è certo la prima volta. Vero, ciò nondimeno dobbiamo tutti insieme fare uno sforzo per non considerare la cosa ‘normale’. Non lo è se riguarda un cittadino e non lo è se riguarda il Sindaco di Milano, con le responsabilità che porta verso la collettività.

Ho scelto una via diversa, irrituale. Ho deciso di autosospendermi poiché su un punto non si può transigere: un professionista, un uomo d’azienda e, tanto più, un amministratore pubblico hanno nell’integrità morale l’elemento insostituibile della propria credibilità. Ne va della dignità personale e della concreta possibilità di agire nell’esclusivo interesse dei cittadini”.

“Le inchieste sull’Expo hanno rafforzato la credibilità” – “Io non ho alcun motivo di polemizzare con la magistratura, di cui rispetto il lavoro, tanto essenziale nel funzionamento di un sistema democratico. Né ho motivo di lamentarmi per le inchieste che riguardano Expo 2015: lo sforzo di trasparenza che è stato compiuto ha aiutato la credibilità internazionale dell’evento. So di aver agito sempre nell’unico interesse di portare Expo 2015 al successo con tutte le opere pronte il giorno dell’inaugurazione. Come so perfettamente di non aver mai goduto di nulla che non fosse il mio regolare stipendio e di non aver mai utilizzato i miei poteri per favorire qualcuno”.

“Nessun altro capo di imputazione, torno a Palazzo Marino” – “Le verifiche svolte dai miei legali in queste intense giornate hanno chiarito sufficientemente il merito dell’indagine e l’inesistenza di altri capi di imputazione. Torno a fare il Sindaco, certo della mia innocenza verso un’accusa che non costituisce un condizionamento della mia attività. Ho apprezzato la disponibilità della Procura Generale. Vorrei inoltre ringraziare i circa 400 sindaci che hanno firmato l’appello di questi giorni: si tratta non solo di una dimostrazione di stima e di vicinanza nei miei confronti, ma anche di una lucida esposizione delle condizioni necessarie perché un amministratore possa svolgere bene il suo compito a favore dei cittadini”.

“Grazie alla città di Milano” – Ma vorrei soprattutto dire grazie ai tanti cittadini milanesi (e non solo) che hanno dimostrato di comprendere il mio gesto cogliendone senso e significato. Milano – ha concluso Sala – ha il dovere di condurre la ripresa del nostro Paese anche attraverso la conferma di un modello amministrativo che mette al centro del suo operato trasparenza e legalità”.

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