Caserta Prov.

Definì i pentiti “camorristi schifosi”, Cosentino dovrà risarcire un pentito

Definì i collaboratori di giustizia «camorristi schifosi che hanno da scontare ergastoli e puntano a salvare i propri patrimoni» e per queste parole Nicola Cosentino dovrà risarcire un collaboratore di giustizia.

Il giudice monocratico del Tribunale di Napoli, Marco Occhiofino, ha condannato a 2000 euro di multa l’ex sottosegretario del Pdl per diffamazione ai danni di Michele Froncillo, ex affiliato al clan Belforte di Marcianise. Cosentino dovrà risarcirgli anche i danni morali in sede civile. L’ex coordinatore del Pdl fu querelato dal pentito dopo quanto dichiarato nel corso di una conferenza stampa del 15 gennaio 2013.

La notizia della condanna ha lasciato sconcertati i legali dell’ex politico, Agostino De Caro ed Elena Lepre. «Cosentino – dicono – è stato condannato perché ha definito i pentiti “camorristi schifosi”, ma senza mai fare alcun riferimento a Froncillo, che tra l’altro non ha alcun ergastolo né ha un patrimonio da salvare. Siamo allibiti» concludono.

Froncillo presentò querela nell’aprile 2013; tre mesi prima, a gennaio, Cosentino, quando era ancora parlamentare e godeva della relativa immunità ma era già imputato nel processo per concorso esterno in camorra, si era presentato ad una conferenza stampa con l’allora coordinatore campano del Pdl Francesco Nitto Palma; al termine dell’evento, su domanda di un giornalista circa le prove contro di lui, rispose che gli elementi erano solo le dichiarazioni dei pentiti, che definì poi in modo dispregiativo senza fare alcun nome.

Froncillo, unico tra i pentiti a risentirsi per le parole di Cosentino, decise di adire le vie legali. L’ex sottosegretario, tuttora ai domiciliari, il 17 novembre scorso è stato condannato a 9 anni di carcere per concorso esterno in associazione camorristica dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

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