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Governo: Mattarella dà via a consultazioni

Sono state aperte,lo scorso giovedì, le consultazioni al Quirinale attraverso le quali il capo dello Stato cercherà di capire come risolvere la crisi di governo.

Il primo a salire al Colle è stato il presidente del Senato, Pietro Grasso, seguito alle 18.30 dalla presidente della Camera, Laura Boldrini e, alle 19 dall’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ognuno ha avuto a disposizione 30 minuti di colloquio.

In seguito alle dimissioni, formalizzate alle 18 di mercoledì dall’ex premier Matteo Renzi dopo che il Senato ha votato la fiducia sulla legge di stabilità, Mattarella deve capire come muoversi per evitare malcontenti e garantire il benessere del Paese.

Dal Quirinale hanno informato che le consultazioni proseguiranno nelle giornate di venerdì e sabato. Uno ad uno, tutti i gruppi parlamentari incontreranno il presidente della repubblica. E’ previsto per sabato l’incontro con la delegazione della Lega Nord, formata da Matteo Salvini, e i capigruppo Massimiliano Fedriga e Gian Marco Centinaio; di Forza Italia, guidata da Silvio Berlusconi, del Movimento 5Stelle, e infine del Partito democratico.

I grillini non dovrebbero essere accompagnati da Beppe Grillo che, al momento, fanno sapere fonti parlamentari, non avrebbe intenzione di partecipare. Anche la delegazione dem si presenterà senza il suo segretario, mentre parteciperanno Lorenzo Guerini, Matteo Orfini e i due capigruppo, Ettore Rosato e Luigi Zanda. 

Intanto, un comunicato del Quirinale informa che “Il presidente della Repubblica si è riservato di decidere e ha invitato il Governo a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti”. Nasce quindi l’ipotesi di un reincarico, o di una supplenza istituzionale di Pietro Grasso, ma anche la possibilità di inviare alle Camere lo stesso Renzi per una verifica della fiducia in Parlamento. Comunque spetterà a Renzi, nel caso in cui fosse richiamato al Quirinale, accettare o meno.

“E’ sbagliato chiamarla Italicum. Al tavolo con questi per parlare di legge elettorale non vogliamo sederci”, tuonano i cinque stelle e in particolare Alessandro Di Battista

Contrariato anche Salvini che su Facebook scrive: “Renzi vuole un governo con tutti dentro? Mai, la Lega non accetterà mai. Vogliono perdere altro tempo con la scusa della legge elettorale? Siamo pronti a raccogliere 1 milione  di firme in tutte le piazze italiane. Niente scherzi #votosubito”.

Giovanni Toti, di Forza Italia, ha informato che non intende appoggiare un nuovo governo, ma si impegna per una legge elettorale condivisa e che consenta ai partiti e alle coalizioni di organizzarsi per dare “governabilità al Paese”.

“Il centrodestra adesso deve costruire l’alternativa per il Paese, e lavorare per proporre unitariamente al Parlamento, una proposta di legge elettorale che intervenga rapidamente, da discutere con gli altri partiti, subito dopo la decisione della Consulta sull’Italicum – ha dichiarato – Penso a una legge che garantisca la rappresentanza del voto degli italiani e al contempo stabilità e governabilità, lasciando scegliere davvero agli elettori da chi essere governati”.

“Quanto alla scelta del leader della coalizione – ha concluso – dovremmo porci il problema dell’agenda politica che gli italiani ci hanno dettato: povertà, insicurezza della classe media, periferie, immigrazione, concorrenza, tutela del lavoro”.

Entro il prossimo 15 dicembre, in occasione del vertice del Consiglio Europeo, il Quirinale vorrebbe avere un nuovo governo in grado di rappresentare l’Italia al tavolo dei 27 leader. Un vincolo temporale che restringe molto il campo delle possibili soluzioni alla crisi: di fatto, gli unici nomi in grado di arrivare all’incarico per quella data sono lo stesso premier uscente Renzi, il ministro dell’Economia Padoan, o il ministro degli Esteri Gentiloni.

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