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Berlino, camion contro mercatino di Natale: 12 morti e decine di feriti

E’ di 12 morti e 48 feriti, molti dei quali in gravissime condizioni, il bilancio della strage avvenuta a Berlino, lunedì sera, intorno alle 20.15, quando un Tir si è abbattuto a tutta velocità contro un mercatino di Natale nella Breitscheidplatz, ai piedi della Gedaechtniskirche, nel quartiere di Charlottenburg. Una modalità simile all’attentato avvenuto a Nizza, in Francia, lo scorso 14 luglio, quando furono uccise 86 persone.

Arrestato presunto attentatore, che nega coinvolgimento – Il presunto attentatore, un pakistano di 23 anni, Naved B., nato l’1 gennaio 1993 a Turbat e arrivato in Germania l’11 febbraio di quest’anno attraverso il confine con l’Austria di Passau, aveva chiesto asilo in Germania come rifugiato. Arrestato, ha negato ogni coinvolgimento. L’agenzia Dpa cita ambienti della sicurezza e afferma: “Il sospetto terrorista nega il crimine”. l “Tagesspiegel” aggiunge che l’uomo fermato era conosciuto alla polizia come un piccolo criminale.

Merkel: “E’ probabile attentato” – “Dobbiamo desumere che si tratti di un attentato terroristico”: lo ha detto la cancelliera Angela Merkel in una dichiarazione fatta a Berlino e trasmessa da varie tv. “So che per noi tutti sarebbe particolarmente difficile da tollerare se si confermasse che a compiere questo atto è stata una persona che ha chiesto protezione e asilo in Germania”, ha aggiunto la cancelliera.

Colpito luogo simbolo di Berlino – Il camion ha invaso un marciapiede nei pressi della Chiesa del Ricordo, uno dei simboli della capitale tedesca, travolgendo numerosi passanti. Il tir sarebbe stato rubato proprio a Berlino intorno alle 16 di lunedì pomeriggio. Dai rilevamenti del Gps risulta che il camion sia stato a quell’ora più volte spento e rimesso in moto.

Due a bordo del camion, uno morto – Le persone a bordo del tir erano comunque due. Uno dei due uomini è morto, l’altro fuggito a piedi è stato arrestato vicino al luogo dell’attacco. La polizia ha invece confermato che il morto sul camion è un cittadino polacco. Il sito dell’emittente N-Tv, citando il ministro dell’Interno del Brandeburgo, Karl-Heinz Schroeterun, ha dichiarato che l’uomo è stato ucciso con un colpo d’arma da fuoco. Questo dettaglio sembra dunque confermare che il tir sia stato sequestrato per compiere l’attentato. Il camion trasportava dei ponteggi d’acciaio e apparteneva a una società di trasporti di Danzica. Il proprietario della società ha dichiarato di aver perso i contatti con il suo guidatore nel primo pomeriggio.

Il camion proveniva dalla Polonia, sarebbe stato sequestrato – Il proprietario dell’azienda, Ariel Zurawski, è stato intervistato dall’emittente polacca Tvn24 e ha detto che il mezzo era guidato da suo cugino, che aveva intenzione di passare la serata a Berlino. Ha escluso che il suo parente, che guida camion da 15 anni, possa aver provocato lo schianto. Ariel Zurawski ha detto di aver sentito il cugino al telefono verso mezzogiorno. Il conducente aveva parlato anche con la moglie, che dopo le 16, però, non era più riuscita a raggiungerlo. Zurawski ha aggiunto di ritenere che il camion sia stato in qualche modo dirottato o rubato. Secondo il sito del ‘Guardian’ il camion era partito dall’Italia e doveva consegnare un carico a Berlino. Poi sarebbe tornato in Polonia. Il guidatore deceduto potrebbe essere stato costretto a condurre il Tir fino al mercatino per essere poi ucciso dal dirottatore. Ma per il momento è solo un’ipotesi.

Dubbi su rivendicazione Isis – Un paio di ore dopo la strage, riferisce la stampa statunitense, sarebbe arrivata anche la rivendicazione da parte del Daesh. In tarda serata, però, il ministro dell’Interno del land di Berlino, Andreas Geisel, ha detto che non c’è ancora chiarezza su quanto accaduto.

Blitz in campo profughi – Intanto, unità speciali della polizia hanno fatto irruzione attorno alle 4 di martedì mattina in un hangar dell’ex aeroporto di Tempelhof, a Berlino, dove da un anno è stato allestito un grande campo che accoglie i profughi. Lo riferisce Die Welt. L’azione sarebbe collegata alle indagini per ricostruire il contesto del presunto attentatore che ha fatto strage nel mercatino di Natale.

Allarme sicurezza, chiusi mercatini natalizi – L’attentato ha posto con forza in Germania il problema della sicurezza, anche perché al mercatino colpito non c’erano neppure le transenne per proteggerlo dalla strada che scorre vicino. Tanto che la “Bild”, il quotidiano più letto in Europa, ipotizza anche la chiusura di tutti i mercatini di Natale. “Con il presunto attacco al mercato di Natale a Berlino, i nostri peggiori timori si sono avverati – dice l’esperto Stephan Mayer – Ora le misure di sicurezza di tutti i mercati di Natale devono essere riviste in Germania”.

Il cordoglio dell’Italia – “Dolore per la strage di Natale a #Berlino, vicinanza a Angela Merkel e a tutto il popolo tedesco”, dice il premier Paolo Gentiloni su twitter. “Spregevole attacco al cuore dell’Europa. Vicini a famiglie delle vittime, al Governo e al popolo tedesco colpito da questa tragedia #Berlino”, scrive in un tweet il ministro degli Esteri Angelino Alfano.

Il Natale “a rischio attentati” – Che le feste di Natale in Europa fossero a rischio attentati lo si sapeva. Il 26 novembre e il 5 dicembre a Ludwigshafen, nel sud ovest della Germania, un baby terrorista di 12 anni già radicalizzato e legato al Daesh aveva tentato la strage in un mercatino di Natale. Aveva piazzato per due volte una rudimentale bomba imbottita di chiodi che non era riuscito a far esplodere.

Pochi giorni prima, il 19 novembre, l’arresto di 7 terroristi islamici tra Marsiglia e Strasburgo, quasi tutti di ritorno dalla Siria e con contatti con il commando del Bataclan, aveva sventato attacchi simultanei nella stessa Marsiglia e a Parigi. Nel mirino Disneyland Parigi, i mercatini di Natale sugli Champs-Elysees, bistrot e stazioni metro.

Il 22 novembre il Dipartimento di Stato Usa aveva diffuso un ‘warning’ diretto ai cittadini americani in viaggio in Europa: prestare la massima attenzione non solo nei Paesi già colpiti da attentati del Daesh e lupi solitari radicalizzati ma in tutta il vecchio continente. Secondo l’Amministrazione americana, le informazioni sulla possibilità di attacchi sul territorio europeo erano “fondate e credibili”.

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