Pomigliano d’Arco - Castello di Cisterna

Pomigliano, estorsione a ditta di onoranze funebri: 4 arresti

Operazioni antiracket a Napoli e in provincia dei carabinieri che hanno arrestato 6 persone. In citta’, nella periferia nord, manette ai polsi di un venticinquenne e del complice di 17 anni, ritenuti vicino al clan Lo Russo, con base operativa nel quartiere di Miano.

Nel mirino di A.A. e del minorenne era finito un commerciante del vicino quartiere Piscinola. I militari dell’Arma hanno bloccato gli estorsori mentre ritiravano una tangente di 500 euro imposta al ristoratore. I due hanno cercato di evitare l’arresto scagliandosi contro i militari e tentando la fuga. Rispondono delle accuse di estorsione aggravata, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.

Il venticinquenne si trova ora nel carcere di Secondigliano, mentre il complice e’ stato accompagnato al centro di prima accoglienza dei Colli Aminei. Il denaro è stato recuperato e restituito al commerciante taglieggiato.

A Pomigliano, invece, sono stati arrestati i componenti di un gruppo criminale che tentava di imporre il pizzo a una ditta di onoranze funebri. Le operazioni restrittive, quattro arresti, sono state eseguite a Pomigliano d’Arco e a Casalnuovo di Napoli, su ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa per il reato di tentata estorsione, aggravata dall’articolo 7 della Legge Falcone. Si tratta di Giuseppe Mosti, detto “Nufriello”, Antonio di Chirivino, detenuti per altra vicenda, Federico Gallucci, libero vigilato, e Gianluca Granata. I primi tre, di Casalnuovo di Napoli, sono ritenuti affiliati al sodalizio Piscopo-Gallucci, il quarto risiede a Pomigliano d’Arco e gravita attorno alla criminalita’ organizzata locale. Gli investigatori avevano accertato che i quattro avevano chiesto la tangente, in tre occasioni, tutte nell’agosto scorso.

Per primo si era presentato Granata, chiedendo il “regalo” di agosto, con una somma a piacere. Alcuni giorni dopo Gallucci, Mosti e Chirivino, si erano presentati per 2 volte, a nome dei “Nufriello”: la prima avevano chiesto di informare il titolare e la seconda avevano esordito con “siamo qui per la mazzetta. già abbiamo aspettato troppo!!!”.

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