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Terremoto, nuovo decreto per accelerare ricostruzione. Renzi: “I soldi ci sono”

Il terremoto non vuole proprio abbandonare il centro Italia che necessita di una ricostruzione immediata mentre le scosse continuano a susseguirsi e a provocare ulteriori crolli.

Per tamponare a questa situazione e fornire una soluzione immediata il Consiglio dei Ministri ha approvato, venerdì mattina, un nuovo decreto legge sul terremoto. Il provvedimento sarà sottoposto a una ultima revisione in vista della pubblicazione ad inizio settimana.

Fonti governative hanno spiegato che il testo contiene oltre ad un’accelerazione dei tempi di ricostruzione, anche l’ampliamento della platea dei comuni colpiti dal terremoto, nuove norme per lo snellimento delle procedure di autorizzazione e misure nell’ambito della scuola, patrimonio artistico e interventi per l’agricoltura.

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi aveva già ribadito nei giorni scorsi: ” I soldi ci sono. Ricostruiremo tutto. A cominciare dalla Chiesa di San Benedetto, patrono d’Europa”. Vasco Errani, Commissario per la ricostruzione, ha dichiarato: “Non ci sarà nessuna accise, ricostruiremo in trasparenza e legalità, non un euro di meno e non un euro di più. Abbiamo fatto scelte importanti nel primo decreto, vogliamo assicurarci che in questo territorio i tentativi di infiltrazione saranno contrastati, perchè è chiaro che ci saranno. Ma noi abbiamo messo in campo una serie di azioni che puntano a un contrasto frontale”.

“La cosa importante, per me, è che tutti insieme dobbiamo fare lo sforzo di tener presente che, chi vive un dramma come questo, viene prima di tutto, prima delle polemiche e delle indagini – ha aggiunto – Perchè o si dà fiducia fino a prova contraria, o si fa più danno del terremoto. E’ fondamentale mettere in sicurezza i beni culturali in modo rapido e per questo nel decreto è prevista questa esigenza: un sindaco potrà emanare un’ordinanza, informare la sovrintendenza e spendere rapidamente. E se troveremo degli elementi di burocrazia che creano ostacoli, cambieremo. Non ci sarà mai l’idea da parte delle Regioni e del Commissariato, che se ho fatto una cosa non la cambio”.

“Dobbiamo rafforzare le azioni per garantire la continuità produttiva e poi guardare al futuro – ha detto il ministro Martina – Abbiamo stabilito di portare a 10 milioni di euro l’aiuto per coprire il mancato reddito degli allevatori. E’ una prima risposta davanti a uno scenario completamente mutato con il terremoto del 30 ottobre. E’ la più grave emergenza sismica degli ultimi trent’anni”.

“L’accesso ai finanziamenti  – ha proseguito – sarà una procedura semplice e basata sugli animali posseduti dalle imprese al 31 luglio 2016. Le erogazioni partiranno da gennaio 2017 e stiamo in queste ore definendo i dettagli tecnici su ovini e suini. Per i bovini stiamo lavorando ad un aiuto da 400 euro a capo, che per un’azienda con 20 animali vorrebbe dire 8 mila euro di sostegno integrativo. Come è successo con i prodotti caseari nel terremoto emiliano del 2012, stiamo già lavorando per evitare che si perda il marchio Igp e per gestire il trasferimento transitorio dei prosciutti altrove”.

Intanto è preoccupante l’allerta meteo per il weekend. I meteorologi hanno informato dell’arrivo di un’ondata di maltempo che interesserà con una perturbazione di forte intensità le regioni centrali tirreniche soprattutto Liguria, Toscana e Lazio. “I fenomeni maggiori sono attesi verso la fine di domenica con nuove piogge anche sulle aree terremotate, sebbene i fenomeni maggiori siano attesi sul versante umbro”, hanno informato. 

Nella notte tra giovedì e venerdì sono state 75 le scosse registrate con magnitudo non inferiore ai 2 gradi.

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