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Rapine ed estorsioni, sgominate due bande nel Salento

Lecce – Sgominate nel Salento due organizzazioni criminali dedite alle rapine a mano armata ai danni di esercizi commerciali ed alle estorsioni ai parcheggiatori abusivi di Lecce, Copertino e comuni limitrofi. Al termine dell’operazione denominata “Serpe” – dal nome dal “Vicolo Serpe” di Copertino, luogo strategico dei sodali della banda – i carabinieri della compagnia di Gallipoli hanno assicurato alla giustizia sei persone.

Venuta alla luce l’esistenza di due distinti gruppi, operanti nei comuni di Lecce, Copertino, Monteroni, Porto Cesareo, Salice Salentino e Surbo, facenti capo rispettivamente a Francesco Nestola, di Copertino, detto “Mpuddria”, e Massimo Signore, di Lecce, conosciuto come “Zio Massimo”. Entrambi pregiudicati e conosciuti per la loro vicinanza alla criminalità organizzata leccese, erano finiti nei guai il primo, Nestola, per estorsione e stupefacenti, mentre il secondo, Signore, era già pluripregiudicato per ricettazione, delitti in materia di armi e stupefacenti.

L’indagine ha preso il via dopo due rapine dello scorso maggio, commesse a Copertino e Monteroni a distanza di un’ora dall’altra. Le immediate attività investigative portarono all’arresto in flagranza di reato di uno degli indagati, oltre al ritrovamento della Fiat Stilo usata per i colpi, e del denaro, provento di una delle due rapine.

Gli investigatori cercarono poi il collegamento tra le due rapine e le altre commesse in precedenza, sempre con le stesse modalità, ovvero a mano armata, portate a segno tra novembre e dicembre 29014. In quel caso furono colpite una ricevitoria lotto e un negozio di scommesse a Porto Cesareo e Salice Salentino. Grazie ai filmati di videosorveglianza e dei tabulati telefonici, i militari sono riusciti a trovare conferme del collegamento, attribuendo ad un’unica banda i colpi.

Le intercettazioni, grazie ad una microspia piazzata in un’auto in uso alle persone controllate, hanno poi confermato l’esistenza di un’associazione per delinquere dedita alle rapine a mano armata, in particolare utilizzando pistole e fucili a canne mozze.

Oltre ad accertare le responsabilità dei componenti, i carabinieri hanno anche ricostruito l’organigramma della banda. All’interno difatti vi era una precisa ripartizione dei ruoli, oltre ad un collaudato modus operandi, contraddistinto da accurato studio dell’obiettivo e basi di appoggio per eludere le investigazioni.

I riscontri sono arrivati anche grazie alle attività investigative dei carabinieri di Copertino, che portarono anche nell’aprile dello scorso anno all’arresto in flagranza di reato per detenzione di una pistola clandestina di tre degli indagati, impegnati a preparare la successiva rapina.

Come accertato dai militari, il “boss” della banda sarebbe Francesco Nestola, promotore ed organizzatore dell’associazione: era lui a cooptare i complici con i quali formare il gruppo di rapinatori, dirigendolo e coordinandolo, e partecipando, qualche volta, ai colpi.

Le intercettazioni hanno poi fatto anche scoprire l’esistenza di una seconda banda, con a capo Massimo Signore, dedita alle estorsioni ai parcheggiatori abusivi. Il gruppo criminale in particolare taglieggiava e controllava i parcheggiatori dell’Ospedale “Vito Fazzi” e Piazza Libertini di Lecce, dell’Ipercoop e della Fiat Autostat di Surbo.

A far partire le indagini specifiche, la denuncia di una delle vittime. Le estorsioni erano rivolte ai parcheggiatori abusivi con minacce d intimidazioni. Il “pizzo” da pagare era di non meno di 100 euro a settimana.

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