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Firme false a Palermo, indagati 8 tra parlamentari e attivisti del Movimento 5 Stelle

Otto tra parlamentari e attivisti del Movimento 5 Stelle sono indagati dalla Procura di Palermo per aver riportato firme false necessarie per la presentazione delle liste Regionali.

A riferire la notizia è l’Agi che sottolinea come gli indagati saranno poi chiamati in procura per gli interrogatori. L’inchiesta verte sulla “ricopiatura” delle firme necessarie per la presentazione delle liste Regionali, innescato da un errore di battitura sulla data di nascita di un candidato che avrebbe potuto invalidare tutto.

Una situazione che è stata poi ammessa anche dalla deputata regionale Claudia La Rocca che, cominciando a collaborare con la Procura, avrebbe asserito che 4 anni fa per riparare a un errore sulla trascrizione anagrafica di un candidato alle comunali furono ricopiate le sigle raccolte a supporto della lista in elenchi poi depositati. Al momento si attendono reazioni e dichiarazioni da parte di Beppe Grillo, leader del movimento stellato. Una circostanza che è stata però smentita da altre fonti interne al Movimento a Roma, che anzi fanno sapere che non c’è mai stato alcun contatto con Claudia La Rocca e che, come già detto più volte in precedenza, la regola generale è di rivolgersi sempre alla magistratura per fare chiarezza.

Prima di recarsi volontariamente in Procura per raccontare la sua verità, il deputato La Rocca aveva parlato con i colleghi del gruppo parlamentare, riferendo il suo travaglio e spiegando che aveva intenzione di presentarsi ai magistrati per spiegare che anche lei era presente quando furono ricopiate le firme apposte dai sostenitori della lista perché qualcuno si accorse che il luogo di nascita di uno dei candidati era stato trascritto in modo errato: Palermo anziché Corleone. Il timore tra gli attivisti presenti quella sera fu che a causa di quell’errore la lista potesse essere esclusa dalle elezioni. Quindi qualcuno avrebbe preso la decisione di ricopiare le firme, depositando poi gli elenchi.

“Chiediamo a tutti gli indagati nell’inchiesta di Palermo di sospendersi immediatamente dal MoVimento 5 Stelle non appena verranno a conoscenza dell’indagine nei loro confronti a tutela dell’immagine del Movimento e di tutti i suoi iscritti – si legge sul blog di Beppe Grillo in un post scriptum a un commento sulla legge di bilancio. L’avvenuta sospensione deve essere comunicata attraverso una mail all’indirizzo listeciviche@movimento5stelle.it”.

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