Mondragone - Carinola - Falciano del Massico

Mondragone, Regione nega finanziamento a Villa Romana del Falerno

Mondragone – La Villa Romana del Falerno, di recente scoperta sul nostro territorio e oggetto di studi da parte dell’Università degli Studi di Perugia, che ha suscitato notevole interesse anche da parte di diversi organi di stampa nazionali, non è stata ammessa a finanziamento tra le azioni di valorizzazione e promozione dei beni culturali della Regione Campania, con decreto dirigenziale numero 378 del 04/11/2016.

“Siamo profondamente delusi – sottolinea l’assessore alle Attività culturali Lucia Smirne – per questa decisione da parte della Regione che sentiamo profondamente ingiusta, considerando anche la qualità della nostra proposta su cui tanto lavoro è stato fatto. Ci appare incredibile che un Ente sovraordinato, la cui prerogativa dovrebbe essere quella di premiare le potenzialità dei territori – continua la Smirne – si dimentichi dell’altissimo valore dei nostri reperti, la cui importanza è stata riconosciuta in modo unanime dal mondo accademico nazionale. La Regione Campania, ci spiace dirlo, ha dimenticato in maniera piuttosto negligente uno dei luoghi archeologici non soltanto più importanti dell’intera Regione, ma su cui è vivo l’interesse ed il fermento del mondo archeologico ed accademico, che sicuramente non verrà spento da questa sbagliata e deleteria decisione”.

La Villa Romana del Falerno, fin dalla sua scoperta, ha infatti richiamato una notevole attenzione dei mass-media nazionali. Sul provvedimento regionale arriva il commento anche dell’assessore ai Beni Culturali, Valerio Bertolino: “Stentiamo ancora a credere che la Regione Campania abbia negato il finanziamento per la Fattoria del Falerno di Località Columbrella, volto alla divulgazione, la messa in valore, il potenziamento della fruibilità, la comunicazione e la promozione turistica del paesaggio rurale dell’antico comprensorio agrario del Massico, che rappresenta il fiore all’occhiello di un territorio che, grazie all’incessante lavoro di quanti si impegnano in questo settore, negli anni sta meritando la sua definitiva consacrazione. I progetti che riguardano questo territorio – sottolinea Bertolino – sono stati sempre premiati negli anni precedenti dall’intervento della nostra Regione che, proprio quest’anno, ha deciso di negare il contributo. Questo è piuttosto paradossale, considerando che abbiamo un rappresentante istituzionale come il consigliere regionale Giovanni Zannini, eletto dai mondragonesi, che proprio in Regione Campania dovrebbe battersi per il nostro territorio. Nulla di tutto ciò, anzi: proprio col suo avvento in Regione la Città viene fortemente penalizzata. Ci chiediamo, a questo punto, a cosa servano tali rappresentanti, se non sono capaci di garantire il giusto riconoscimento ai duemila anni di storia dei nostri reperti e del nostro Falerno. Una negazione – sottolinea Bertolino – che assume le caratteristiche di uno schiaffo non solo all’universo culturale del territorio, ma anche al brand del vino Falerno e quindi alle tante aziende che portano in alto il nome del vino più importante dell’antica Roma. Se con il Mondragone Festival, questa estate, potevamo avere qualche dubbio sulla qualità del progetto, non certamente formulato dai nostri addetti ai lavori, sul progetto del nostro comparto culturale archeologico non abbiamo alcun dubbio, essendo il nostro Museo Civico – la cui ricerca è stata in precedenza sempre finanziata e premiata dalla regione – un’autentica eccellenza e faro culturale di riferimento nazionale”.

Incredulo anche il sindaco Giovanni Schiappa: “Penso ai giovani ricercatori universitari, ai docenti e agli studenti che hanno investito con passione il proprio impegno sui nostri reperti, che oggi la Regione invece non sa valorizzare. Penso ai tanti volontari del Museo Civico Archeologico “Biagio Greco”, tra i primi cinque musei civici ad essere riconosciuto d’interesse regionale nel lontano 2005, che non meritavano certamente questa mortificazione. Ci chiediamo poi che senso abbia ricoprire incarichi di rappresentanza proprio in Regione, se non si è capaci di garantire ciò che spetta di diritto al proprio territorio e se non si ha la forza, il coraggio e la capacità di saperlo tutelare e valorizzare. A questa domanda dovrebbe rispondere chi siede in Consiglio regionale ed è residente nella nostra Città, perché mostra di non essere capace di comprendere il valore della storia dei nostri luoghi”.

Ma il primo cittadino si sente di rassicurare tutti gli addetti ai lavori: “Da anni le diverse Amministrazioni comunali che si sono avvicendate hanno provveduto a sostenere con fondi propri la riqualificazione del patrimonio archeologico di inestimabile valore che giace nella nostra Città. Vogliamo dire a tutti di non perdersi d’animo, perché questa Amministrazione continuerà a lottare in ogni sede per promuovere la nostra storia e valorizzare il lavoro di quanti, anche da territori lontani, hanno scelto di profondere il proprio impegno e la propria passione sul nostro patrimonio archeologico. I loro sforzi ci onorano e ci riempiono di orgoglio. Non saranno dei Rappresentanti regionali svogliati e privi d’identità culturale a fermare il progresso di questa Comunità e gli sforzi di quanti hanno deciso di scommetterci”.

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