Cesa

Cesa, “ladri di merendine” alla scuola media: 1000 euro di danni

Cesa – Ladri di merendine alla scuola media «Francesco Bagno», nell’ambito dell’istituto comprensivo di via Turati. Poco meno di un migliaio di euro di danni per portare via poche decine di euro di bottino.

I soliti ignoti, nel corso della notte scorsa, hanno fatto irruzione nell’edificio scolastico, dopo aver forzato le porte di accesso mandando in frantumi vetri e rompendo delle suppellettili. Una volta dentro alla scuola i malviventi hanno preso di mira i distributori automatici di merendine e bibite asportandole insieme a poche decine di euro presenti nelle gettoniere dei distributori automatici.

I ladri hanno perseguito il loro piano pur avendo fatto suonare l’allarme. Infatti, hanno avuto tutto il tempo di arraffare il malloppo e far perdere le proprie tracce. Quando sul posto è arrivata la vigilanza non è rimasto loro altro da fare se non constatare quanto accaduto e avvertire il vice preside che, a sua volta ha avvertito il sindaco Enzo Guida.

E’ stato, poi, proprio il primo cittadino a pubblicizzare la notizia sul proprio profilo Facebook con un post di condanna: «L’altra sera “ladri di merendine” sono entrati nuovamente nei locali della scuola media “Bagno” per rubare i pochi soldi nel distributore automatico. Tutto ciò con danni alle strutture scolastiche. Nessuno vede e nessuno sente.

Eppure la scuola è di tutti e tutti dovremmo preservarla». Lo stesso sindaco Guida, interpellato sulla vicenda, ha, poi, nuovamente stigmatizzato il fatto che nessuno dei residenti negli edifici che confinano con l’istituto scolastico abbiano visto nulla non accorgendosi di quanto stava avvenendo. Guida si è anche rammaricato dei danni causati alla struttura e ad alcune suppellettili.

Appena quindici giorni fa la scena si era registrata praticamente allo stesso modo con merendine e soldi sottratti e danni all’edificio scolastico, senza che, anche allora, si riuscisse a scoprire l’identità dei ladri.

Sull’episodio sono in corso indagini da parte dei carabinieri della locale stazione che non escludono l’ipotesi che i due furti possano essere stati messi a segno dalla stessa mano considerata anche la tecnica usata, uguale per entrambi gli episodi, per penetrare nell’edificio che da qualche anno non ha più il custode che forniva maggiori garanzie di sicurezza.

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