Aversa

Aversa, bike sharing a rischio spreco di denaro pubblico

“Comune Di Aversa. Programma Piu Europa – Prog_9. Ampliamento della Zona a Traffico Limitato (Ztl) e Punti di Snodo del Bike Sharing”. Una frase altisonante per indicare il progetto per il restyling di via Roma con la nuova maxi Ztl e i tre punti di Bike Sharing. Ed è appunto di quest’ultimo che vogliamo parlare. Il servizio di bike sharing aversano rischia di essere uno dei più importanti sprechi di danaro pubblico degli ultimi anni in città.

Innanzitutto, diciamo che l’attuale amministrazione non c’entra. Inizierà ad essere coinvolta se non farà alcunché per cercare di avviare questa che si avvia ad essere un buon oggetto di indagini per qualche giudice che vuole dedicare alla vicenda un po’ del suo tempo.

Non si capisce, innanzitutto, se sia stato fatto o meno il collaudo. A sentire alcune delle persone coinvolte, quest’ultimo sarebbe avvenuto a dicembre. Ma, a quella data, non c’era (e sembra non ci sia tutt’ora) l’allaccio alla rete elettrica. Non si capisce se funziona. Non si capisce come debba essere utilizzato. Non si capisce perché da quasi un anno le biciclette relative a questo servizio siano depositate presso il palazzetto dello sport in balìa del primo malintenzionato che voglia impossessarsene. Insomma, l’impressione è che si siano letteralmente buttati al vento qualche decina di migliaia di euro. Inoltre, aggiungiamo, anche se sarà perfettamente funzionante, il servizio non è funzionale considerato che nei pressi degli snodi non vi sono mega parcheggi e che gli stessi snodi distano uno dall’altro di poche centinaia di metri. Un appello, allora, all’attuale amministrazione affinché si attivi per cercare di mettere l’ennesima toppa.

La scheda tecnica così descrive il servizio: “La scheda Piu Europa, alla base del progetto, individua tre punti di bike sharing, uno a ridosso del primo anello di mura (piazza Cirillo) e due del secondo anello (Piazza Crispi, Piazza don Diana). Ogni punto di ‘bike sharing’ è dotato, secondo la seguente proposta, di una rastrelliera con 6 biciclette, dotazione minima da considerarsi di primo approccio.

Ulteriori punti di snodo, allorquando il programma avrà ‘preso piede’ (il ‘bike sharing’ prevede un uso partecipe da parte della popolazione, ed è strettamente connesso al sistema del traffico e alla adeguatezza della corona di parcheggi, ed è quindi da attuarsi per gradi), dovranno essere collocati nei punti di maggior accesso alla città (con ottica intermodale: stazione ferroviaria, metropolitana, ecc.) e in prossimità delle maggiori attrezzature pubbliche (scuole, università, ospedali, ecc.). Il nucleo individuato è pertanto da considerarsi il primo nucleo di un programma più ampio – e molto più vasto – da attuarsi per fasi in funzione dell’attecchimento della proposta e delle sue possibilità di sviluppo all’interno di un integrale ridisegno del sistema del traffico”.

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