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Rimborsopoli, Roberto Cota assolto. Lega Nord:”Renzi si scusi”

L’inchiesta “Rimborsopoli” si rivela un niente di fatto: assolto Roberto Cota dall’accusa di peculato. A pronunciare la sentenza il giudice Silvia Bersani Begey, che ha emesso il verdetto a seguito di un processo durato oltre un anno.

Il politico leghista, avvocato di professione, era accusato dai pm Enrica Gabetta e Giancarlo Avenati Bassi di aver utilizzato circa trentamila euro della Regione Piemonte per il rimborso di spese considerate personali e non istituzionali. Nel fascicolo della Guardia di finanza era finito anche lo scontrino di quelle che poi diventarono famose come “mutande verdi”, un paio di boxer acquistati oltre oceano dall’ex leader del Carroccio piemontese durante una trasferta a Boston. Tra le spese contestate dall’accusa, c’erano anche cene, pranzi, foulard, cravatte, penne e un regalo di nozze. Cota, così come molti altri dei consiglieri alla sbarra, aveva risarcito oltre 32mila euro al consiglio regionale, come “gesto di trasparenza”. Si era sempre difeso sostenendo che quei soldi chiesti all’ente pubblico sarebbero stati usati o per regali di rappresentanza o per motivi prettamente “istituzionali”.

Il processo si è chiuso con 15 assolti e dieci condannanti. La pena più alta è quella inflitta a Michele Giovine, a 3 anni e 10 mesi, la più bassa è per Augusta Montaruli ex An, di quattro mesi.
“Oggi è un giorno in cui mi sono liberato di un peso, anzi di un macigno” ha detto Cota. “Sono stati momenti difficili» si è limitato a dichiarare l’ex presidente della Regione Piemonte. «Sono stato mandato a casa con una manovra di palazzo – ha aggiunto – e sono stato sotto attacco mediatico per anni, anche la mia famiglia ha molto sofferto. Mi hanno impedito di ripresentarmi alle elezioni, Chiamparino invece ha preso la poltrona in modo non democratico”.
Tra gli assolti c’è anche Alberto Goffi, ex leader piemontese dell’Udc, difeso dall’avvocato Erica Gilardino. Goffi, sostenitore della battaglia contro Equitalia, racconta di essere stato abbandonato da Pierferdinando Casini. “Provo soddisfazione per una sentenza con formula piena per non avere commesso il fatto – confessa – mi sono difeso nel processo benché le accuse le abbia lette sui giornali, ma la grande amarezza è essere stato abbandonato dai vertici del partito che hanno approfittato di questa vicenda per eliminarmi”.

“Roberto Cota assolto. Riccardo Molinari, Paolo Tiramani e gli altri ex consiglieri regionali piemontesi assolti nel processo sui rimborsi. Sono davvero contento per tutti loro e del resto non avevo dubbi sulla loro assoluzione. Assolti dopo quattro anni di fango gettatogli addosso dalla sinistra e dal Pd, locale e nazionale, che hanno strumentalizzato politicamente questa vicenda nel modo più becero possibile, E adesso Renzi, che per due anni si è riempito a sproposito la bocca con battute sulle mutande verdi, cosa dice? Se ha un minimo di rispetto e di dignità il premier non eletto da nessun dovrebbe quanto meno chiedere scusa pubblicamente a Cota”. Lo ha dichiarato l’onorevole Paolo Grimoldi, segretario della Lega Lombarda e deputato della Lega Nord.

“Dubitiamo che lo faccia… – ha quindi aggiunto -. E comunque se vuole far battute da applauso sulla cattiva politica avrà ugualmente l’imbarazzo della scelta: nel suo governo gli indagati non mancano e nemmeno nel suo partito. E poi, visto che ora non potrà più ironizzare sulle mutande verdi, potrà sempre farlo su Banca Etruria, sulle migliaia di risparmiatori truffati, sul padre del ministro Boschi che percepiva compensi e liquidazioni faraoniche e ora, per evitare le rivalse dei truffati, si è spogliato di tutti i suoi beni e possiede solo un misero orticello…”.

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