Esteri

Germania, esplosioni in due impianti chimici: un morto. In allerta 21mila persone

Paura a Ludwigshafen e Lampertheim, in Germania, per due esplosioni negliimpianti chimici Basf. Il bilancio provvisorio è di almeno un morto e sette dispersi. Gli abitanti dell’area di Ludwigshafen sono stati invitati a tenere le finestre chiuse e a spegnere ventilatori e aria condizionata, anche se, secondo le autorità locali “non sussistono pericoli di salute” legati alla nube sprigionata.

L’esplosione al porto fluviale di Ludwigshafen potrebbe essere legata ad alcuni lavori sulle tubature che vengono utilizzate per il trasbordo di liquidi infiammabili e gas dalle navi agli stabilimenti di produzione. Lo ha reso noto una portavoce dell’azienda.

Ancora ignoto il tipo di sostanze che si sono sprigionate nell’aria, anche se le autorità di Mannheim, che si trova sull’altra sponda del Reno rispetto a quella dell’esplosione, hanno fatto sapere che “le misurazioni non hanno rivelato sostanze nocive nell’aria”.

Dopo le esplosioni, Basf ha reso noto di aver sospeso le attività industriali dell’area. Restano in vigore le misure di sicurezza diramate ai cittadini: in totale sono circa 21mila le persone coinvolte. La popolazione è stata invitata restare in casa, a chiudere porte e finestre e a spegnere gli eventuali impianti di aria condizionata e ventilazione.

L’allarme si è esteso anche a Mannheim. Secondo il comune, gli abitanti avrebbero accusato irritazioni alle vie respiratorie.

La polizia di Ludwigshafen ha reso noto che non vi è alcun indizio che possa far pensare a un possibile attentato terroristico nell’esplosione avvenuta nell’area degli impianti. Lo riporta l’agenzia Dpa.

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