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Camorra e slot machine nell’Aversano, chieste pene severe per il clan Zagaria

Si è celebrato al Tribunale di Napoli il processo penale a carico di Giovanni Garofalo, Carlo Fontana, Raffaele D’Aniello e Attilia Zagaria. Il giudice Montefusco ha ammesso gli imputati alla definizione del processo tramite il giudizio abbreviato, dopodiché si è svolta la requisitoria del pm della Dda di Napoli che ha chiesto pene severe.

Per Fontana, accusato di associazione per delinquere di stampo mafioso e illecita concorrenza aggravata dall’articolo 7, sono stati chiesti 12 anni di carcere; per D’Aniello e Garofalo, imputati solo per illecita concorrenza nella gestione delle slot machine, sempre aggravata dal metodo mafioso, sono stati chiesti, rispettivamente, 4 anni e 6 anni. Per Attilia Zagaria chiesti 3 anni di reclusione per ricettazione aggravata.

Il processo è stato rinviato al prossimo 24 novembre quando discuteranno gli avvocati difensori Vittorio Giaquinto, Guido Diana, Angelo Raucci e Paolo Caterino.

L’inchiesta culminò lo scorso marzo con l’arresto degli imputati. Coordinati dalla Procura antimafia di Napoli, carabinieri e poliziotti accertarono il controllo che imprenditori e commercianti, legati al boss Michele Zagaria, imponevano e distribuivano in esclusiva delle slot machine in alcuni comuni del Casertano, tra cui Casapesenna, San Marcellino e Trentola Ducenta. Eseguito anche un decreto di sequestro preventivo di beni mobili e immobili per un valore di circa 1 milione di euro.

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