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Bracconaggio, Forestale denuncia 25 cacciatori nel Bresciano

Brescia – Le doppiette passano di moda, gli archetti no. Sebbene il numero di cacciatori sia in calo da anni, l’attività anti bracconaggio del Corpo Forestale dello Stato continua a dare risultati sconfortanti. Dal 5 ottobre, giorno in cui è iniziata la campagna del Nucleo Operativo Antibracconaggio, la Forestale ha complessivamente sequestrato 7 fucili, 150 archetti, quasi 300 trappole tipo sep (piccole tagliole a molla), 80 reti per uccellagione, 110 esemplari vivi e 650 esemplari morti di avifauna selvatica protetta denunciando alla Procura della Repubblica di Brescia 25 persone.

L’ultimo bracconiere è stato preso a Bione, in Valsabbia, usando uno stratagemma. La Forestale sospettava che in un locale all’interno di una proprietà privata recintata fossero detenuti degli uccelli utilizzati per richiamo appartenenti a specie particolarmente protette dalla convenzione di Berna (lucherini e passere scopaiole).

rrivati sul posto, i forestali utilizzavano quindi uno stratagemma per imitare il cinguettio dei lucherini e capire se la presenza dei detenuti illegalmente fosse confermata dalla loro risposta dall’interno del locale. Una volta che i richiami illegali avevano risposto al richiamo, i forestali sono entrati in azione ispezionando il locale e hanno notato che nel bosco adiacente erano presenti numerose reti da uccellagione con richiami vivi e bacche di sorbo degli uccellatori ad ogni rete.

A questo punto, considerato che sulle reti vi erano uccelli, veniva effettuato un appostamento per identificare il responsabile del reato. Poco dopo infatti arrivava R.S. di anni 59 che raccoglieva gli uccelli imprigionati nella rete e si dirigeva con il bottino verso casa.

Qui è stato acciuffato dai forestali e perquisito; la perquisizione è continuata anche nel domicilio e così sono stati sequestrati 60 esemplari vivi di avifauna (passere scopaiole, pettirossi, frosoni, peppole, fringuelli, lucherini oltre a bottacci, merli e sasselli in quanto non in regola) e circa 400 uccelli morti fra cui alcuni alle reti ed altri già nei congelatori di casa. Sono state sequestrate anche 34 reti, 5 fucili da caccia, una canna di fucile, 300 cartucce. La persona è stata deferita all’Autorità giudiziaria per il reato di bracconaggio e mancata custodia di armi da caccia.

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