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Avellino, appalti truccati ed estorsioni nel Mandamento Baianese: 8 arresti

Vasta operazione anticrimine dei carabinieri di Avellino nel comune irpino e in alcuni comuni del mandamento Baianese. Otto le persone arrestate, tra cui pregiudicati, liberi professionisti e pubblici ufficiali. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Dda per estorsione, rifiuto di atti d’ufficio, turbata libertà degli incanti con l’aggravante del metodo mafioso. Numerose perquisizioni, anche con il Nucleo cinofilo di Sarno e il Settimo Nucleo elicotteri carabinieri.

A finire in carcere sono stati G.A., 58 anni, di Avella; M. G., 53, di Avella; E. L., 47, nato negli Usa e residente ad Avella; S.G., 61, nato a Mugnano del Cardinale. Ai domiciliari N.B., 39 anni, nato a Casal di Principe; N.V., 49, nato ad Avellino; e L.C., 55, dirigente comunale, nato a Baiano. Risulta ancora ricercato O. A., pregiudicato 54enne di Avellino.

I reati accertati a carico del cosiddetto “Nuovo Ordine di Zona” sono una serie di estorsioni a imprenditori, per acquisire il controllo degli appalti pubblici, attraverso l’assegnazione delle opere e delle commesse a ditte colluse con il sodalizio e al monopolio delle forniture di calcestruzzo nell’intero mandamento baianese.

L’indagine prende spunto a seguito degli omicidi di Fortunato Miele e dell’ingegner Francesco Basile, avvenuti rispettivamente a Baiano nel luglio del 2013 e a Sperone nel novembre dello stesso anno.

Il luogo in cui avvenivano le intimidazioni, nonché le decisori strategiche del gruppo criminale, era la sede dell’impresa di uno degli indagati di Avella. Nell’aprile del 2015 il primo colpo inferto all’organizzazione.

Due dei principali indagati per imporre le proprie richieste hanno anche sequestrato tre imprenditori: un padre e due figli tenendoli sotto minaccia di armi da fuoco. Gli arrestai sono 5 di Avella, uno di Mugnano, due di Baiano. In quell’occasione i carabinieri riuscirono a scovare un gran numero di armi.

La corruzione avveniva invece con mazzette fra i 10 e i 20mila euro, consegnate in tempi successivi al funzionario pubblico, nascoste in opuscoli pubblicitari di materiali edili. Nel corso dell’operazione sono state eseguite numerose perquisizioni, che hanno visto impegnate decine di militari, l’unità cinofili di Sarno e un elicottero.

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