Gricignano

Puzza, rogo alla Ecotransider. M5S al Senato: “Intervenga la Procura”

Dopo il rogo divampato alla Ecotransider di Gricignano, la cosiddetta “fabbrica della puzza” contro la quale è in atto un presidio da parte di comitati spontanei, il gruppo di Movimento 5 Stelle al Senato ha deposito un’interrogazione, all’indirizzo del ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, ricostruendo tutte le vicissitudini che negli anni hanno interessato l’azienda che inizialmente doveva gestire materiali ferrosi e che fu poi raggiunta da un’interdittiva antimafia, per poi passare in amministrazione giudiziaria nel 2012.

Nel corso degli anni l’azienda, che ha funzionato da sito di trasferenza gestendo quindi i rifiuti umidi proveniente da moltissimi comuni della provincia di Caserta, è stata da sempre avversata dai cittadini attraverso manifestazioni e sit-in, che ancora oggi continuano, con l’accusa di diffondere cattivi odori e miasmi sui comuni ad essa più vicini. Il 25 settembre scorso, davanti ai cancelli dello stabilimento, si è tenuta addirittura una messa durante la quale il parroco di Carinaro ha incoraggiato i fedeli a continuare la battaglia contro i miasmi.

Il 28 settembre l’azienda aveva ricevuto dalla Regione Campania uno stop alle attività per i 30 giorni consecutivi, mentre poteva continuare nelle attività necessarie per adeguarsi alle prescrizioni delle autorità giudiziarie. Poi, il 5 ottobre, all’interno dell’azienda è divampato un enorme rogo nero che ha riacceso in modo fortissimo il problema.

“Il nostro compito è quello di rappresentare i cittadini ed i loro interessi, il primo passo dovuto era quello di presentare con urgenza un’interrogazione per mettere al corrente il Ministro, al quale chiediamo ovviamente un intervento per la verifica di tutte le autorizzazioni e dei danni causati all’ambiente e alla salute”, dichiara la portavoce Vilma Moronese, capogruppo in Senato nella Commissione Ambiente per il MoVimento 5 Stelle. “Quello che sta accedendo – continua la senatrice – è davvero incredibile, oltre alla puzza, oltre ai danni ambientali causati dallo spaventoso rogo tossico che è divampato l’altro giorno nell’azienda, la proprietà aizza ed esaspera gli animi come ha fatto anche in passato”.

Nel 2014 l’azienda diramò un comunicato stampa, definendo “stolti” i cittadini che manifestavano contro i cattivi odori emanati dall’azienda, e lo stesso giorno in cui è scoppiato l’incendio una donna dall’interno dell’azienda ha inveito contro i manifestanti e i giornalisti con gesti volgari che naturalmente hanno ancor di più infervorato i manifestanti “tutti questi fattori oltre ad un mix di norme violate dalle forti ricadute penali, ci inducono a chiedere un intervento della Procura, che con il suo lavoro possa far luce su tutto ciò che sta avvenendo in quell’azienda”, conclude Moronese.

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