Aversa

Aversa, un consiglio a De Cristofaro: sia più “cattivo”, lasci perdere qualche “neo De Gasperi”

Aversa – C’era una volta il buonismo dell’allora sindaco Mimmo Ciaramella la cui (finta) bonomia di “amico mio, fratello mio”, accompagnata dalla proverbiale pacca sulla spalla o, meglio ancora, un abbraccio hanno contrassegnato un’epoca. Dieci anni in cui il commercialista aversano ha governato, dietro l’apparente buonismo, con un decisionismo “vasellinante”, facendo credere al proprio interlocutore di essere non solo importante, ma al centro dell’universo. Ciaramella, infatti, soprattutto nell’ultima fase del suo decennio di amministrazione, è riuscito ad andare avanti proprio perché ha saputo “illudere” chi gli era di fronte, anche se, come qualcuno ricorderà, ha saputo anche dare segnali estremi come quando rassegnò le dimissioni (per poi ritirarle nei 20 giorni successivi, così come prevede la normativa in materia) o come quando diede vita ad una giunta tecnica…di basso profilo.

Al “Ciaramellone cittadino”, come molti lo hanno bonariamente apostrofato in questi anni, sono seguiti anni di oscurantismo a livello di rapporti umani. Non vogliamo fare assolutamente alcun torto alla memoria del compianto sindaco Peppe Sagliocco quando ricordiamo il suo carattere spigoloso (per usare un eufemismo). Tanto era “vasellinoso” Ciaramella quanto è stato rude Sagliocco che, come raccontano le cronache, ha fatto piangere più volte e pubblicamente i suoi diretti collaboratori. Il compianto sindaco, a torto o a ragione, quando doveva apostrofare qualcuno non si faceva problemi. Della sua rudezza, che qualcuno voleva sconfinare nella cattiveria spesso gratuita, a farne le spese sono stati tanti, compreso chi scrive che aveva il solo torto di non essere d’accordo con lui su alcune cose. Questo lato del suo carattere, però, lo aveva portato ad avere una cintura di pretoriani fedelissimi, quello che oggi a livello nazionale chiamano il cerchio magico, i cui componenti lo osannavano e lo osannano anche dopo la morte. Un tributo di fedeltà che era riconosciuto a Sagliocco perché, alla fine, decideva, sgridava ed otteneva risultati (lasciando da parte il giudizio positivo o negativo su questi ultimi).

Ai due primi cittadini praticamente agli antipodi, tant’è che tra loro non è mai corso buon sangue, è succeduto l’innocente e indefesso Enrico De Cristofaro. Quest’ultimo è, oramai, sindaco da quattro mesi e il suo carattere, non ce ne voglia, ci ricorda qualche personaggio (più di uno, due in verità) di manzoniana memoria i cui nomi lasciamo ai lettori tentare di indovinare. Non il don Abbondio timoroso, però, perché l’ex presidente regionale e provinciale degli architetti dimostra di non avere timore di amministrare, solo che non ha chiari gli obiettivi.

Al nuovo sindaco chiediamo di essere più “cattivo” in senso decisionistico, di non farsi abbindolare da nuovi politici rampanti che si sentono tanti De Gasperi o Berlinguer e, intanto, producono solo fumo. De Cristofaro deve dare, per il bene di Aversa, una sterzata al suo cammino. Diventi buonista come Ciaramella o duro come Sagliocco, ma inizi a fare qualcosa di programmatico e duraturo per Aversa senza fermarsi alla risoluzione del contingente.

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