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“Male Capitale”, il pm Maresca presenta il suo libro a Carinaro

Carinaro – Giovedì 3 novembre, alle ore 18, il pm antimafia Catello Maresca sarà a Carinaro, per presentare il suo ultimo libro “Male Capitale” nella sede dell’associazione “Terra Nostra”, in piazza Trieste.

Interverranno, insieme all’autore, il coautore Nicola Baldieri, fotoreporter, ed il professor Alberto Coppola, docente di Legislazione Urbanistica all’Università Federico II di Napoli. A moderare il giornalista Raffaele De Biase. A fare gli onori di casa Serena Marino, presidente del “Terra Nostra”.

Dalla penna cui si devono il “Dizionario e l’Enciclopedia delle Mafie”, quello di Maresca è un libro onirico e insieme lucido, didascalico, capace di schiudere al pubblico segreti, rituali e filosofia dei più spietati clan della Camorra, e delle operazioni giudiziarie che li hanno condotti in carcere.

Accompagnato dalla mano abile di Nicola Baldieri, giornalista e fotografo, Maresca racconta la scoperta dei bunker del clan scoperti durante alcune delle sue operazioni più famose, come “Caccia al Tesoro” o “Zenit”, e l’arresto di Michele Zagaria.

I racconti risultano ancora più vividi grazie agli scatti di Baldieri che illustrano minuziosamente i bunker trovati sotto ai tetti in cui rubinetti d’oro e porte d’amianto vivevano insieme indisturbati, come due facce della stessa medaglia, che rappresentano da un lato lo sfarzo del clan e dall’altro la costrizione a nascondersi.

L’utilizzo di nomi di fantasia ma molto simili a quelli reali permette a Catello Maresca di usare un linguaggio incisivo e forte per coinvolgere gli adulti, ma allo stesso tempo anche semplice per indirizzare la lettura anche ai ragazzi, riuscendo comunque a descrivere con grande maestria il marciume che per tanti anni il clan dei Casalesi ha fatto dilagare in Campania.

Con l’esperienza del grande magistrato e la verve affabulatoria del narratore consumato, Maresca tratteggia una Campania dove nulla è come sembra: le parole scorrono lievi, tra perle di Labuan e cachemire, canarini e alligatori, e un “clan dei Caponesi” sospeso tra la cucina di casa e la Chicago degli anni Trenta.

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