Violenta rapina in casa a San Prisco: latitante rumeno catturato in Francia

di Redazione

Era il tardo pomeriggio del 27 gennaio scorso, a San Prisco, nel Casertano, quando alcuni malviventi, approfittando del rapporto di conoscenza tra la vittima ed uno di loro, si introducevano all’interno dell’abitazione di un 41enne del posto e dopo aver staccato il contatore della corrente in casa, provocando il buio nella stessa, dapprima lo immobilizzavano, coprendogli con un nastro isolante la bocca, successivamente gli legavano le gambe e polsi con nastro isolante.

La violenza proseguiva tanto che i responsabili dell’efferato delitto, dopo aver coperto il volto della vittima, lo colpivano ripetutamente sul corpo mediante l’utilizzo di tirapugni, fino quasi a soffocarlo.

Solo successivamente i malfattori, neutralizzata la vittima, asportavano alcuni monili in oro ed un’autovettura Opel Corsa per l’importo complessivo di 50mila euro.

Le attività investigative immediatamente avviate dai Carabinieri della Stazione di San Prisco, coordinate dal sostituto procuratore Domenico Musto, dal procuratore aggiunto Antonio D’amato e dal procuratore capo Maria Antonietta Troncone della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, consentivano di individuare ed identificare in Vasile Adir, 28 anni, rumeno, uno degli autori della rapina nei cui confronti veniva emesso un decreto di fermo per sequestro di persona e rapina pluriaggravata  in concorso, non eseguito in quanto l’uomo si era reso irreperibile.

Nel prosieguo dell’attività d’indagine, ed in particolare il 12 febbraio 2016, veniva individuato un primo complice, minorenne, anch’egli di origini rumene, nei cui confronti la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli emetteva decreto di fermo eseguito dai carabinieri della stazione di San Prisco.

Le serrate attività d’indagini consentivano, nella successiva data del 20 febbraio 2016, di individuare in un 22enne rumeno il terzo autore della rapina nei confronti del quale la medesima Procura emetteva decreto di fermo, regolarmente eseguito.

Nelle more della cattura di Adir, il gip Ivana Salvatore, del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, emetteva nei suoi confronti un’ordinanza di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere, poi, convertita in decreto di latitanza.

A quel punto il sostituto procuratore Musto provvedeva a richiedere al gip il mandato di arresto europeo. Ottenuto il provvedimento, la Procura si adoperava ad inoltrarlo alle autorità competenti al fine di darne immediata esecuzione.

Nella giornata del 20 settembre scorso le autorità francesi comunicavano l’arresto provvisorio del ricercato in quel Paese con la conduzione dell’arrestato innanzi al magistrato trasnsalpino, al quale la Corte di Appello di Napoli – tramite il Ministero della Giustizia italiano – trasmetterà il mandato di arresto europeo originale e tradotto in lingua francese, per le valutazioni di sua competenza in ordine all’estradizione in Italia di Adir.

L’arresto di Adir rappresenta il frutto di una continua cooperazione tra organi di polizia e autorità giudiziaria dei due paesi europei. È proprio l’incessante scambio info-investigativo tra gli organi europei inquirenti che ha permesso di dare esecuzione al Mae nei confronti di un pericoloso soggetto che, in più occasioni era riuscito ad evitare la cattura.

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