Esteri

Siria, salta accordo Usa-Russia per stop ai combattimenti

Stati uniti e Russia non sono riusciti a raggiungere un accordo per cercare di fermare i combattimenti in Siria. Il nuovo giro di colloqui tra il segretario di Stato americano John Kerry e il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, a margine del summit G20 di Hangzhou, è infatti terminato senza un’intesa.

Secondo un alto esponente del Dipartimento di Stato Usa, le differenze tra Washington e Mosca permangono. A margine dei lavori del G20 si è tenuto anche un incontro informale tra il presidente americano Barack Obama e il presidente russo Vladimir Putin sulla Siria, ma i colloqui si sono conclusi in un nulla di fatto.

Stesso risultato per lo scambio di vedute dopo che i colloqui erano terminati tra il Segretario di Stato americano John Kerry e il suo omologo russo Sergey Lavrov, che avevano lavorato per negoziare un piano che avrebbe rafforzato la cooperazione militare tra i due Paesi, nel tentativo di individuare i terroristi e prevenire la morte di civili.

“Ci sono ancora problemi da risolvere” ha riferito un funzionario degli Stati Uniti. Nessuna delle due parti ha indicato quali sono stati i punti di contrasto, o quando si aspetta che possano riprendere i colloqui.

Intanto, “da Azaz a Jarablus, 91 km del nostro confine con la Siria sono stati interamente messi al sicuro. Tutte le organizzazioni terroristiche sono state respinte e sono fuggite”. Lo ha confermato il premier di Ankara Binali Yildirim, dopo che l’agenzia statale Anadolu aveva sostenuto che l’Isis ha perso tutti i suoi territori alla frontiera turco-siriana.

Secondo fonti militari turche, dall’inizio dell’operazione “Scudo dell’Eufrate”, il 24 agosto, l’esercito di Ankara e i ribelli siriani suoi alleati hanno tolto circa 600 km quadrati di territorio allo Stato islamico e alla milizie a maggioranza curda delle Forze democratiche siriane (Sdf).

Sale a 38 uccisi il bilancio di una serie di attentati con autobomba compiuti in varie regioni siriane controllate dalle forze governative. Lo riferisce l’agenzia ufficiale Sana. Secondo le fonti, a Tartus sulla costa si sono verificati gli attentati più gravi. Altre esplosioni si sono registrate nei pressi di Damasco, a Homs e a Hasake, capoluogo della regione nord-orientale.

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