Napoli

Quattro Giornate di Napoli, de Magistris: “Difendiamo la Costituzione”

Napoli – Settembre 1943. Napoli è una città già annientata dalla guerra e dai bombardamenti delle truppe alleate quella che insorge contro il nuovo nemico, i tedeschi, gli ex alleati divenuti occupanti dopo l’armistizio dell’8 settembre.

È l’alba del 28 settembre, i napoletani impugnano le armi e reagiscono alle distruzioni, ai rastrellamenti e alle deportazioni. È una guerra combattuta per strada, una guerra di civili. Sono le Quattro giornate di Napoli, un’insurrezione che coinvolge tutta la città, dalla collina del Vomero, ai vicoli di Montecalvario e della Sanità, alle zone periferiche di Ponticelli e Poggioreale.

E quando il primo ottobre del ‘43, alle 9 del mattino, le truppe alleate entrano a Napoli trovano una città distrutta, affamata, povera ma già liberata e possono proseguire la loro risalita.

“Mai come quest’anno sentiamo le Quattro Giornate perché avvertiamo l’esigenza di difendere la più bella Costituzione al mondo nata dalla Resistenza al nazifascismo”. Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, al termine delle celebrazioni. “Siamo profondamente orgogliosi da napoletani – ha affermato il sindaco – che Napoli sia stata la prima città d’Europa a liberarsi da sola dall’oppressione e dalla dittatura nazifascista con una rivolta di popolo. Vuole dire che questa città ha nel sangue e nelle sue radici i valori della resistenza, della libertà, della fratellanza e dell’uguaglianza”.

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