Lusciano

Lusciano, spari contro bar per debito non onorato: tre arresti

Lusciano – Una spedizione punitiva per non aver onorato un debito. Avevano come obiettivo un commerciante di Lusciano i componenti del commando, composto da giovanissimi (un ventenne, un sedicenne e un diciassettenne) che, nel pomeriggio di giovedì, ha esploso quattro colpi di pistola di grosso calibro contro gli avventori del “Bar Centrale”, nella centralissima piazza Vittoria, a pochi metri dalla casa comunale.

I tre giovani, tutti incensurati, avevano agito con spavalderia, giungendo sul posto a piedi ed agendo a volto scoperto, senza alcun tipo di precauzione che potesse servire per non essere riconosciuti. Una mancanza di pianificazione che è costata loro cara. Infatti, i carabinieri delle sezione operativa del comando territoriale di Aversa, coordinati dal colonnello Vittoria Carrara e dal tenente Flavio Annunziata, hanno acquisito i video delle telecamere di cui erano dotati lo stesso Bar Centrale e la vicina farmacia, riuscendo nell’arco di poche ore a risolvere il rebus ed arrestare i tre giovanissimi.

Dai filmati delle telecamere i militari hanno potuto accertare non solo la dinamica, ma anche l’identità dei tre. Accertamento avvenuto non tanto per la visibilità dei volti, a causa delle immagini non chiarissime, quanto per l’abbigliamento sgargiante dei tre e, soprattutto, grazie alle scarpe gialle calzate da uno di essi. Abbigliamento che avevano anche quando nel corso della notte sono stati arrestati.

Arresto non facile, con l’impiego di ben 12 pattuglie, tenuto conto che i tre si erano divisi e non erano tornati presso le proprie abitazioni, forse in attesa che si calmassero le acque, forse perché avevano intuito che i carabinieri avrebbero potuto essere facilmente sulle loro tracce dopo averli identificati.

A finire in manette per i reati di tentato omicidio nei confronti del presunto debitore, porto abusivo di armi e danneggiamento in concorso il ventenne Pasquale Basilico (nella foto), di Casapesenna, e due minorenni, di 17 e 16 anni, entrambi originari di Aversa, tutti incensurati.

Le indagini continuano anche per accertare che fine abbiano fatto le due pistole utilizzate per mettere a segno l’agguato (dovrebbe trattarsi di due pistole a tamburo, tenuto conto dei bossoli ritrovati sul posto) e fatte scomparire dagli autori del fallito agguato. Un fallimento dovuto, forse, all’imperizia dei componenti del commando nell’utilizzare armi.

Dagli elementi probatori acquisiti dagli investigatori nel giro di pochissime ore, è emerso che i tre giovani, in concorso tra loro, nel pomeriggio di giovedì, poco dopo le 17, con il chiaro intendo di eliminare la vittima designata, hanno esploso alcuni colpi di pistola (a terra i militari hanno rinvenuto quattro bossoli, alcuni dei quali si sono conficcati negli infissi del Bar, ad altezza d’uomo) nei confronti di N.F., 30 anni, commerciante di Lusciano, al momento dell’agguato seduto in compagnia del fratello ad un tavolino posto davanti l’ingresso del locale, dove si intrattenevano anche numerosi altri avventori che, come la stessa vittima designata fortunatamente rimanevano illesi.

Gli investigatori non si sbottonano per quanto riguarda il movente del tentato omicidio, ma da quanto è trapelato, dovrebbe trattarsi di un agguato seguito al mancato pagamento di un debito. Una giustificazione che non convince, però, i carabinieri, visto che, come hanno dichiarato, si tratterebbe di un debito di appena 200 euro. Se di soldi si tratterebbe, infatti, potrebbe trattarsi di proventi da attività illecite. Un’ipotesi, comunque, tutta da verificare.

Pasquale Basilico è stato associato alla casa circondariale di Napoli-Poggioreale, mentre i due minorenni sono stati accompagnati al centro di giustizia minorile di Napoli.

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