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I Manetti Bros: “Napoli, la nostra ispirazione”

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Serata di graditi ospiti quella del 27 settembre alla 18esima edizione del Napoli Film Festival in corso fino al 2 ottobre nel capoluogo partenopeo. Al cinema Metropolitan i Manetti Bros, al secolo i fratelli Marco e Antonio Manetti, cineasti romani tra i più promettenti della nuova generazione hanno incontrato il pubblico e presentato la loro fatica del 2013 “Song’e Napule”.

La pellicola, interpretata, tra gli altri, da Alessandro Roja, Giampaolo Morelli, Serena Rossi e Carlo Buccirosso e molto apprezzata da spettatori e critica ai tempi dell’uscita, ha fornito l’occasione ai registi, a Marco soprattutto, per parlare del film in lavorazione e raccogliere la loro dichiarazione d’amore nei confronti di Napoli. Non a caso, infatti, il loro ultimo lungometraggio, ancora senza titolo, è un musical/action che si svolge, nuovamente, alle falde del Vesuvio e che, come al solito nelle loro produzioni, lascerà largo spazio a effetti tipici dei “poliziotteschi” degli anni Settanta e coinvolgerà la popolazione locale.

Come da loro stessi affermato, intervistati da Stefano Amadio direttore di “CinemaItalia”, Napoli è, senza dubbio, un set naturale, oltre che per la bellezza dei luoghi per la disponibilità dei suoi cittadini a diventare parte integrante di qualsiasi narrazione filimica e non. A tal proposito hanno ricordato un simpatico episodio accaduto durante la lavorazione di “Song’e Napule”.

Mentre giravano una sequenza nei pressi della Feltrinelli Express ubicata nella Stazione Centrale, Marco Manetti ha visto passare un ragazzo a bordo di una storica e mitica Giulietta. In qualche modo, è riuscito a raggiungerlo, proponendogli un prestito della vettura per realizzare una scena di inseguimento. Il proprietario non ha battuto ciglio e ha subito accettato, a patto che sia lui sia la fidanzata apparissero, anche in qualità di comparsa all’interno della pellicola.

Ebbene, tutti sono stati accontentati. I registi hanno avuto a disposizione la macchina e i due giovani sono stati ripresi mentre si baciavano nel salottino di una villa. Hanno, poi, proseguito nella loro accorata esaltazione dello spirito partenopeo, sfatando il falso mito del pizzo richiesto per girare nei quartieri simbolo del cosiddetto “ventre di Napoli”.

Pur se messi in guardia su tale rischio, i Manetti hanno deciso di correrlo lo stesso e di rifiutarsi di filmare in luoghi periferici e più “sicuri” e, a conti fatti, hanno avuto ragione. Nessuna intrusione da parte di alcuno e l’acquisizione di una consapevolezza che, forse, di fronte alla creazione di un prodotto artistico anche il malaffare si inchina, almeno nel capoluogo campano.

 Altro momento intimo ed esilarante è stato quando hanno descritto le lavorazioni sia della precedente sia dell’opera ancora non compiuta come prodighe di nascite, tra le maestranze e gli attori, e addirittura Serena Rossi, confermata anche nel cast del prossimo titolo, in dolce attesa durante la lavorazione, è stata spesso ripresa in primi e primissimi piani per nascondere un’evidente gravidanza poiché il suo personaggio non era, ovviamente, incinta.

Ciò significa fare di necessità virtù, mostrando duttilità creativa nell’utilizzo della macchina da presa, come hanno d’altronde fin qui provato, e regalare al pubblico confidenze preziose in modo da farlo entrare con empatica partecipazione all’interno della creazione di un lungometraggio, il nono della loro fulminante carriera, che si annuncia ricco di gustosi spunti, tra canzoni, balli e rocambolesche situazioni. Ne attendiamo, quindi con curiosità, l’uscita, annunciata dagli autori stessi per la prossima primavera.

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