Esteri

Germania, Petry: “Chiudere le frontiere ai clandestini”

Euro, rapporti tra Germania e Ue, emergenza migranti, famiglia e sicurezza. La leader del partito dell’ultradestra in Germania, Frauke Petry, sintetizza così i temi che intende mettere al centro della campagna elettorale in vista delle politiche 2017, all’indomani della forte affermazione del suo movimento alle regionali del Meclemburgo. Un successo, il suo, che la Petry spiega con l’ “arroganza del potere” dimostrata dai partiti tradizionali.

Angela Merkel si rovescia da sola”, ha quindi aggiunto la Petry, sottolineando come l’esito delle elezioni regionali dimostri “una sconfitta personale della cancelliera”. “La cancelliera e l’Spd (il partito socialdemocratico) – ha quindi aggiunto – illudono i cittadini e, che si tratti di finanza o di crisi dei migranti, sono sul punto di liquidare questo Paese e per questo le persone votano Afd”.

Tra i cavalli di battaglia della Petry la questione immigrazione: mentre la cancelliera un anno fa aprì le frontiere per risolvere la crisi dei migranti bloccati in Ungheria, vedendo nei flussi di giovani migranti ancora “chance” e benefici per l’invecchiata società tedesca, la Petry ha auspicato che i profughi a cui viene negato il diritto di asilo vengano portati su due non meglio precisate “isole fuori dall’Europa protette dall’Onu” sulla falsariga di quanto fa l’Australia in Micronesia.

“Per tutelare la libertà e lo stato di diritto i confini devono essere chiusi per questa immigrazione illegale”, ha spiegato a poche ore dalla tornata elettorale la Petry. “E’ giusto e necessario – ha aggiunto – integrare singoli profughi che hanno diritto di asilo ma oltre il 90%, secondo una stima ufficiale, non sono in questa situazione e rappresentano quindi un massiccio sovraccarico per lo stato sociale”.

“Sono molto scontenta per l’esito delle elezioni regionali in Meclemburgo”, ha fatto sapere Angela Merkel dalla Cina dove era impegnata per il G20. La cancelliera tedesca ha poi voluto rispondere agli attacchi dell’Afd sulla politica migratoria del governo: “Da un lato ci prendiamo la responsabilità umanitaria, inclusa l’integrazione, dall’altro mettiamo in chiaro che coloro che non hanno diritto di rimanere, devono anche lasciare il nostro Paese”.

La cancelliera ha quindi sottolineato come, dopo la sconfitta elettorale in Meclemburgo, il suo partito debba “riconquistare la fiducia” degli elettori non solo sulla questione dei migranti ma anche su quella della dimensione “sociale” dell’economia.

“Abbiamo ora il compito di lavorare in maniera intensa per riconquistare la fiducia e questo può solo avvenire se si dimostra che si risolvono i problemi e non solo quelli in relazione ai profughi ma anche i problemi che abbiamo in generale per quanto riguarda lo sviluppo economico” e “la coesione sociale”.

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