Campania

Campania, bonifica siti contaminati: Zinzi presenta proposta di legge

Il presidente della terza Commissione speciale ‘Terra dei Fuochi, bonifiche ed ecomafie’ del Consiglio regionale della Campania, Gianpiero Zinzi, ha presentato alla stampa la proposta di legge a sua firma su ‘Interventi di bonifica, di ripristino ambientale e di messa in sicurezza in materia di siti contaminati’.

Alla conferenza hanno partecipato gli esperti che hanno contribuito alla redazione della proposta di legge: Pasquale Crispino, Presidente dell’Ordine degli agronomi della provincia di Napoli, Massimo Fagnano, Professore Associato presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Napoli Federico II; componente del gruppo di lavoro interministeriale per la Terra dei Fuochi; Marco Esposito, membro Iswa ed esperto ambientale e l’avvocato Pasquale De Lucia.

“L’obiettivo principale – ha dichiarato il consigliere regionale Zinzi – è quello di tutelare l’agricoltura e le nostre eccellenze agricole che hanno subito, nel corso di questi anni, le conseguenze negative della cd. Terra dei Fuochi. La mancata determinazione dei valori di fondo da parte della Regione Campania non consente, infatti, di stabilire con la gusta precisione se esistano livelli di contaminazione dei terreni. Questa proposta di legge – se adottata dal Consiglio regionale – permetterà alla Regione Campania di dotarsi di uno strumento normativo che il settore agricolo attende da anni”.

“Questa proposta – ha dichiarato il professore Massimo Fagnano – colma un vuoto normativo che si trascina dal 2006, quando il Dlgs 152 definì le soglie di contaminazione da integrare, poi, con studi a scala locale dei valori di fondo, dovuti alla natura geologica e geochimica dei suoli. Non definire tali valori – ad esempio – in un suolo vulcanico come quello dominato dal Vesuvio, naturalmente dotato di contenuti di minerali molto elevati, è stato una grave lacuna che ora questa proposta di legge si propone di colmare”.

Rilevante è anche l’aspetto sociale della proposta di legge che si ravvisa nella possibilità di ricollocare il personale dei Consorzi di Bacino per le attività di controllo ambientale.

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