Aversa

Aversa, riprendono i lavori di restauro di Casa Cimarosa

Aversa – Dirittura d’arrivo per il restauro della Casa natale di Domenico Cimarosa, il Genio dell’Opera Buffa del Settecento Napoletano, che è nato in un edificio del centro storico normanno, la cui strada è oggi a lui intitolata.

Sono, infatti, finalmente ripartiti i lavori di recupero dell’edificio dopo uno stop che durava da parecchi anni e che aveva messo a dura prova anche il prosieguo del finanziamento effettuato con fondi comunitari.

Dopo la nomina, avvenuta nello scorso mese di luglio, del direttore dei lavori che porterà a termine l’opera di completamento il cui costo, pari a 33mila euro, sarà coperto da un finanziamento europeo già erogato che altrimenti sarebbe andato perduto.

Anche in questo caso, come evidenziato dall’assessore ai Lavori pubblici, Michele Ronza, si tratta di una corsa contro il tempo, considerato che i lavori dovranno essere rendicontati entro il prossimo mese di marzo, pena la perdita del finanziamento che rientra nel programma Piu Europa.

Sino ad oggi i lavori effettuato hanno riguardato la parte statica, questi attuali saranno, invece, rivolti al recupero funzionale dell’edificio che, nelle intenzioni degli amministratori, dovrebbe ospitare un Museo Cimarosiano.

Una scelta di ripiego dopo che, come si ricorderà, l’amministrazione guidata dall’allora sindaco Domenico Ciaramella (Forza Italia) aveva tentato di portarvi se non un conservatorio musicale almeno una sezione distaccata di quello di Avellino che è dedicato proprio al grande compositore aversano ricordato, tra le altre, soprattutto per il suo ‘Matrimonio segreto’ che, all’atto della prima l’imperatore austriaco chiese fosse immediatamente ripresentato.

Da ricordare che il restauro di Casa Cimarosa è iniziato il 20 dicembre 2005 ed era stato previsto un costo di 629 mila 748 euro, finanziati dal “Piano Urban” ai quali nel corso di un decennio sono stati aggiunti ulteriori finanziamenti resi necessari da imprevisti evidenziati durante l’effettuazione dei lavori, trasformando l’opera in una sorta di fabbrica di San Pietro, passando attraverso due amministrazioni.

Ora si spera che si arrivi, finalmente, a tagliarne il nastro in tempo per non perdere l’ulteriore finanziamento e, soprattutto, di dare un segnale di interesse della città.

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