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Turchia, il Governo libera le carceri per i Golpisti

E ancora altissima la tensione e attenzione del Governo turco in seguito al Golpe dello scorso 16 luglio: saranno liberati circa 38mila criminali comuni per far spazio ai partecipanti al colpo di Stato. Tutti coloro i quali saranno liberati passeranno dalla detenzione in carcere ad un regime di libertà vigilata. La decisione arriva mentre le purghe lanciate dopo il tentativo di putsch portano quotidianamente nuovi sospettati in prigione, già circa 10mila.

A comunicare il provvedimento è stato il ministero della Giustizia, Beki Bozdag, che ha specificato che la scarcerazione riguarderà coloro che non abbiano compiuto reati dopo l’1 luglio. Dal provvedimento restano esclusi i colpevoli di omicidio, terrorismo e minaccia alla sicurezza dello stato. “Non è un’amnistia”, ha precisato Bozdag su Twitter.

Ad un mese esatto da quella notte di paura e terrore, almeno 35.000 le persone arrestate e 11.600 i fermati sono poi stati rilasciati e che il ministro non ha fatto esplicitamente alcun collegamento tra imminenti rilasci da un lato e detenzioni seguite al golpe dall’altro. Nei media turchi, tuttavia, è stato di recente messo in evidenza come l’afflusso di migliaia di nuovi detenuti abbia quasi reso impossibile la vita normale nelle prigioni.

Sono più di duemila i poliziotti rimossi dall’incarico in Turchia con l’accusa di aver avuto un ruolo nel tentato golpe. Lo prevedono due decreti resi attuativi in base alle regole dello stato d’emergenza in vigore in Turchia. Rimossi anche centinaia di membri delle Forze Armate e dell’Ente turco per le tecnologie dell’informazione (Btk) per legami con l’imam Fethullah Gulen. I decreti, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, prevedono anche la decisione di chiudere l’autorità turca per le Telecomunicazioni (Tib) e la nomina del capo delle Forze Armate da parte del presidente Recep Tayyip Erdogan.

Ma tra gli arrestati spuntano anche i nomi di professori, imprenditori, editori. La polizia turca ha arrestato almeno 50 imprenditori sospettati si avere legami con il religioso auto-esiliato negli Stati Uniti Fethullah Gulen, accusato da Ankara di aver orchestrato il fallito tentativo di colpo di stato del mese scorso. Il quotidiano Hurriyet ha riferito che la polizia ha effettuato numerose perquisizioni presso la Akfa Holding e la catena di supermercati A101, il cui proprietario, Turgut Aydin, è  fra gli oltre 50 arrestati, come Fatih Aktas, presidente di Akfa, e sua moglie. Secondo Hurriyet, la polizia ha ottenuto mandati di arresto per 120 persone in totale

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