Italia

Strage di Bologna, Mattarella: “E’ necessaria la verità”

Bologna – “La strage di Bologna (avvenuta il 2 agosto 1980, quando una bomba uccise 85 persone e ne ferì oltre 200, n.d.r.) era iscritta in una strategia che mirava a destabilizzare le istituzioni e la sua matrice è stata accertata dalle conclusioni giudiziarie. Permangono ancora domande senza risposta e la memoria è anche sostegno a non dimettere gli sforzi per andare avanti e raggiungere quella piena verità, che è premessa di giustizia”.

È questo il messaggio inviato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Paolo Bolognesi, deputato e presidente dell’Associazione familiari delle vittime. “Il terrorismo – che il nostro Paese ha conosciuto e sconfitto grazie alla sua unità e alla fedeltà, mai venuta meno, ai principi della democrazia e del diritto – oggi si manifesta nel mondo in forme nuove e con una ferocia non certo inferiore. Il senso di umanità che ci lega e i valori democratici che poggiano sul valore assoluto della persona ci daranno la forza per battere la follia distruttrice dei nuovi seminatori di morte”.

A lasciare dichiarazioni sulla strage è anche il sindaco di Bologna Virginio Merola che ha aperto la commemorazione, in occasione del 36mo anniversario. “Si sono fatti dei passi avanti significativi, come l’approvazione del reato di depistaggio, ma c’è ancora da raggiungere la verità, e quindi la giustizia piena, per arrivare ai mandanti della strage della stazione di Bologna”.

 “C’è un nuovo libro che ripercorre la pista Palestinese. È sciacallaggio. Questi personaggi non si accontentano di mettere avanti altre piste, ma con sciacallaggio prendono in mezzo varie vittime che sono state uccise all’interno di questa strage. E’ un fatto deleterio, da condannare”. Lo ha detto Paolo Bolognesi durante la 36esima commemorazione della strage nell’aula del Consiglio comunale. Il libro a cui si riferisce il deputato è ‘I segreti di Bologna’, di Valerio Cutonilli e del giudice Rosario Priore (edizione Chiarelettere). Bolognesi ha criticato la casa editrice “che ha permesso di scrivere questo libro”.

“Per vendere qualche tomo in più… è una scelta squallida e noi come familiari delle vittime la condanniamo in toto”, ha spiegato. Il presidente dell’associazione ha poi apprezzato l’introduzione “per la prima volta in Italia del reato di depistaggio, uno strumento in più per perseguire queste situazioni che nascondono la verità ai cittadini. È un fatto importante e qui il Governo si è impegnato e ha mantenuto la parola. Ci sono voluti 23 anni, ma ce l’abbiamo fatta”.

“La vostra sete di verità, che è anche la nostra, è essenziale per la vita democratica” a dirlo Claudio De Vincenti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri che, in rappresentanza del governo, si è rivolto così ai familiari delle vittime. “Questa cerimonia – ha detto – ha la forza della democrazia, la forza della memoria, vogliamo che ciò che è accaduto diventi elemento portante della nostra consapevolezza democratica e di ciò che dobbiamo fare perché non si ripetano. L’Italia fu percorsa da un orrore e bisogna fare in modo che questo non si ripeta”. “Passi avanti sono stati fatti – ha detto – altri ne dovremo fare, ma averli fatti ci dice che farli è possibile ed è il segnale più forte che la nostra è una democrazia viva con le istituzioni al fianco dei cittadini”.

De Vincenti sull’approvazione del reato di depistaggio ha dichiarato: “una legge fondamentale – ha detto – che segna uno spartiacque e ci consentirà di fare passi ulteriori nella ricerca della verità e della responsabilità e della ricostruzione storica”.

Anche la comunità islamica di Bologna ha partecipato al corteo per la memoria del 36esimo anniversario della strage alla stazione. Un gruppo di esponenti della comunità ha sfilato con uno striscione con la scritta ‘Contro tutti i terrorismi’. “Vogliamo partecipare per dire che il terrorismo non può trovare giustificazione, è un comportamento umano irrazionale”. Così Yassine Lafram, presidente della comunità islamica di Bologna, che partecipa al corteo per la commemorazione della strage di Bologna insieme ad altri musulmani. “Sentivamo il bisogno di esserci, per ribadire la nostra condanna a ogni forma di terrorismo”, ha aggiunto.

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