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Rio 2016, il caso delle “Cicciottelle”: licenziato direttore QS

Ha avuto effetti immediati la presa di posizione del presidente di FitArco Mario Scarzella, in difesa delle arciere azzurre, quarte in finale ai Giochi di Rio, definite in un titolo di un quotidiano sportivo: “Il trio delle cicciottelle”. E’ stato licenziato “con effetto immediato” il direttore di QS Giuseppe Tassi. Funesta per lui l’indignazione dell’opinione pubblica e di Scarzella, che aveva affermato: “Siamo rimasti basiti in un giorno difficilissimo per delle giovani ragazze all’esordio olimpico, che hanno lavorato per quattro anni nel silenzio dei media”.

L’editore Andrea Riffeser Monti ha deciso di licenziare “con effetto immediato” Giuseppe Tassi, direttore del Qs Quotidiano Sportivo, per il titolo comparso sulle proprie testate che definiva “trio delle cicciottelle” le arciere azzurre Guendalina Sartori, Lucilla Boari e Claudia Mandia, che hanno concluso la gara a squadre ai Giochi Olimpici di Rio con il quarto posto.

L’editore Riffeser Monti “si scusa con le atlete olimpiche del tiro con l’arco e con i lettori, per il titolo comparso sulle proprie testate relativo alla bellissima finale per il bronzo persa con Taipei”, come comunica una nota del direttore personale e organizzazione della Poligrafici Editoriale S.p.a. e per questo ha deciso di “sollevare dall’incarico, con effetto immediato, il direttore del QSGiuseppe Tassi”. La decisione fa seguito alle proteste sui social e alla lettera del presidente della Federazione Italiana Tiro con l’Arco, Mario Scarzella, al direttore. Le scuse che Tassi aveva rivolto ai lettori allo scoppio della bufera non sono, dunque, bastate.

“Dopo le lacrime che queste ragazze hanno versato per tutta la notte, invece di trovare il sostegno della stampa italiana per un’impresa sfiorata, hanno dovuto subire anche questa umiliazione”, aveva scritto Scarzella in una lunga lettera inviata direttamente da Rio. “Gli arcieri italiani sono in rivolta e noi ci sentiamo di giustificare la loro rabbia”, aveva aggiunto. “Per 4 anni hanno lavorato sodo per tenere alto l’onore italiano in occasione dei Giochi Olimpici – ha ricordato. – Quella di ieri è stata per l’Italia femminile una vera impresa e ridurre il tutto con un titolo che le definisce delle semplici ‘cicciottelle’ lo consideriamo davvero di cattivo gusto”. E concludeva: “A nostro avviso sarebbe giusto ripensare a quel titolo e, forse, rivolgere delle scuse alle nostre ragazze”.

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