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Erdogan contro l’Italia: “Lasciate stare mio figlio, rapporti incrinati”

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha usato parole fortissime nei confronti dell’Italia, che, in questi giorni, sta indagando su suo figlio Bilal per i fatti di Bologna. “Questo atteggiamento potrebbe mettere in difficoltà le nostre relazioni con l’Italia” ha dichiarato in un’intervista esclusiva a RaiNews24. “Le autorità italiane dovrebbero occuparsi della mafia, non di mio figlio” ha detto ancora il numero uno del governo turco.

“Mio figlio dovrebbe tornare a Bologna per terminare il dottorato – ha detto – in quella città mi chiamano dittatore e fanno cortei per il partito curdo dei separatisti. Perché non intervengono? È questo lo stato di diritto? Questa vicenda potrebbe perfino mettere in difficoltà le nostre relazione con l’Italia. Mio figlio è un uomo brillante che viene accusato di riciclaggio di denaro”.

Bilal, infatti, era tornato a Bologna alla fine della scorsa estate per completare il dottorato alla John Hopkins University, iniziato nel 2007. A marzo ha però lasciato l’Italia per imprecisati “motivi di sicurezza”.

Erdogan, però, nell’intervista si è rivolto anche in generale all’Ue: “In Turchia c’è stato un golpe contro la democrazia che ha fatto 238 martiri e nessuno è venuto qui”, ha detto. Sul capo della diplomazia Ue, Mogherini, ha dichiarato: “Lei non avrebbe dovuto parlare da fuori, Mogherini prima di tutto saresti dovuta venire in Turchia”.

“Se – ha continuato – venisse bombardato il Parlamento italiano che cosa succederebbe? Ora vi chiedo una cosa: l’Occidente è dalla parte della democrazia o del golpe?”.

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