Napoli

Napoli, Bilancio: il Consiglio avvia il dibattito

Napoli – Il Consiglio Comunale ha iniziato il dibattito sulla proposta di manovra di bilancio di previsione dopo la relazione dell’assessore Palma.

Nella prima parte della riunione il Consiglio aveva approvato all’unanimità un documento interpretativo del Regolamento sul funzionamento delle commissioni consiliari e la tutela dei gruppi con minore rappresentanza e la delibera sulla verifica delle aree e dei fabbricati da cedere, propedeutica al bilancio.

Il Consiglio Comunale, presieduto da Alessandro Fucito, si è riunito mercoledì nella sede di Via Verdi alla presenza di 34 consiglieri, per l’esame della manovra di Bilancio di Previsione 2016/2018.

L’Assessore Palma ha quindi illustrato il Documento unico di programmazione, propedeutico al vero e proprio schema di bilancio previsionale: una novità introdotta dalla riforma della finanza degli enti locali che ha introdotto l’armonizzazione del bilancio, e che è pienamente operativa dal 2016, e rappresenta, ha spiegato Palma, una novità epocale, che avvicina sempre di più i bilanci pubblici al regime di debiti e crediti vigente in ambito privato. Introducendo la manovra di Bilancio, l’assessore ha richiamato la necessità di attenersi alle nuove disposizioni e di coordinare il lavoro con il Piano di Riequilibrio Pluriennale, al quale il Comune ha aderito appena ce ne è stata la possibilità, con i suoi vincoli e le rigidità imposte dal regime di predissesto.

Per consentire comunque l’attuazione di azioni programmatiche importanti, altrimenti compromesse dal ritardo con cui si arriva all’approvazione del Bilancio, determinante sarà, ha proseguito Palma, l’approvazione del maxiemendamento che consentirà di modificare la originaria proposta di Giunta, risalente ad aprile, per introdurre un piano di investimenti nella mobilità e trasporti, nel settore del diritto all’istruzione, e nel Welfare con l’introduzione dal 2017 del Reddito Minimo Cittadino, che sarà finanziato con la lotta all’evasione fiscale e all’abusivismo.

L’assessore ha quindi illustrato nel dettaglio le voci del bilancio che mostra come il disavanzo del Comune, già drasticamente ridotto nel corso dei primi anni di gestione del Piano di Riequilibrio (passando dagli iniziali 850 milioni a 205), sia oggi tecnicamente di circa 1 miliardo e 600 milioni da riassorbire in 30 anni – circa 54 milioni all’anno – per effetto delle nuove regole sulla finanza locale sulla quale, ha concluso l’assessore, è auspicabile che il Parlamento vari nuove regole per rimodulare la ristrutturazione del debito per gli enti locali in predissesto, che comunque hanno l’obbligo del pareggio di bilancio, nuove regole che consentano anche la ristrutturazione degli Swap.

Tra le principali novità del documento proposto, l’assessore ha richiamato: il miglioramento delle entrate tributarie, i risultati della lotta all’evasione (nel 2016, 65 milioni di euro recuperati), l’abbassamento della Tari, i risultati del piano di razionalizzazione delle partecipate (sono oggi 11 le partecipazioni dirette), mentre, con la cessione di Stoà, l’accordo sulle Terme di Agnano e l’assorbimento del Consorzio depurazione nel Ciclo Integrato delle Acque, il Comune anticipa quelli che saranno i contenuti del decreto Madìa in materia.

Illustrato, infine, il progetto di Napoli Riscossione a cui il Comune intende dar vita come soggetto terzo tra cittadini ed Ente, una società che, con un aggio del 3%, subentrerà a Equitalia che attualmente percepisce il 6%. Altri elementi positivi, la riduzione dei debiti fuori bilancio, la riduzione dei fitti passivi, interventi sulle strade e sull’edilizia scolastica.

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