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Omicidio Ciro Esposito, “agguato premeditato”

Napoli. Si è trattato di un agguato premeditato quello che è costato la vita a Ciro Esposito, il tifoso napoletano ferito gravemente da un colpo di pistola sparato in occasione degli scontri in viale Tor di Quinto nel maggio del 2014 alla vigilia della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina e deceduto dopo 53 giorni di agonia in ospedale.

“Una sentenza esemplare, che conferma, come da sempre denunciato dagli avvocati di parte civile ed emerso dalle indagini difensive, essersi trattato di un agguato premeditato. La Corte giudica errata la consulenza del colonnello Frattini avendo De Santis sparato con i guanti e avendo sparato senza esser stato prima ferito come risultante dai referti del pronto soccorso e di prime cure dove non risultano tagli. Inoltre, viene considerata credibile la testimonianza di Puzone e stigmatizzata la negligenza dell’organizzazione dell’evento in quanto, nonostante la pericolosità del tifoso De Santis, proprio quella zona non era adeguatamente controllata e presidiata dalle forze dell’ordine. Una conferma giuridica della difesa di Ciro Esposito all’esito di una ricostruzione istruttoria chiara e completa di testimonianze, video, audio e prove chiari e inconfutabili”. Così gli avvocati Angelo e Sergio Pisani commentano le motivazioni della sentenza pubblicata oggi dalla terza sezione della Corte di Assise di Roma con la condanna a 26 anni di carcere di Daniele De Santis.

“Nulla – continuano ancora i legali dei genitori di Esposito –  potrà restituire Ciro o risarcire quanto accaduto ma giuridicamente una condanna equilibrata e  quanto dovuto non solo alla famiglia di Ciro, anche per il grande esempio di valori e civiltà dato da Scampia/Napoli a tutti, ma a quel mondo ancora sano del calcio italiano non inquinato da violenze e speculazioni”, dichiarano ancora gli avvocati difensori della madre e padre di Ciro Esposito.

“Abbiamo atteso il verdetto come un primo passo importante verso la verità e chiediamo ancora giustizia a 360 gradi, perché resta da indagare sui complici mascherati di De Santis fuggiti dopo l’assalto e su tutte le altre responsabilità anche istituzionali e dei cosiddetti organizzatori di quella giornata, anche per il giusto risarcimento che si deve alla famiglia Esposito dopo la tragedia dimenticata da quelle istituzioni cui ha insegnato tanti valori”, ha concluso l’avvocato Pisani.

 

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