Mondragone - Carinola - Falciano del Massico

Mondragone, Piazza: “Cennami, Schiappa e la malafemmina (la fontana)”

Mondragone – Cennami, Schiappa e “la malafemmina” (la fontana). Come nel famoso film di Totò e Peppino, anche a Mondragone si ritrovano due protagonisti con un terzo incomodo.

In questo caso però, l’incomodo non è la procace ballerina che ostacolava le aspettative dei fratelli Caponi nei confronti del loro nipote studente modello.

No, a Mondragone chi sta creando problemi ai due protagonisti del ribaltone è l’installazione della fontana nel bel mezzo di Piazza Umberto, la quale doveva rappresentare “il summa” dell’intervento di restyling del centro storico ed invece se la ritrovano come il pomo della discordia. Difatti sembra che la stessa non abbia più “padri’.

Da una parte c’è la direzione dei lavori che ha emesso un ordine di servizio da cui si evince che non era a conoscenza della sua realizzazione e che non essendo nemmeno autorizzata dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici ne intima la rimozione.

Dall’altra il progettista dell’opera che, nel prendere atto della disposizione tecnica,  presenta  immediatamente un progetto in sanatoria per recuperare il parere mancante della Soprintendenza, dichiarando nel contempo, con disarmante nonchalance e  dopo esserne stato l’ispiratore, che concorda con la direzione dei lavori quando sostiene che l’opera, così come concepita e realizzata, non si inserisce nel contesto ambientale, proponendo immediatamente una modifica che – nei fatti  – pur stravolgendone il disegno originario, non dissipa i dubbi architettonici.

Nel bel mezzo si ritrova il duo Cennami/Schiappa che non sa più che “pesciolini” prendere.
Dover ottemperare alla disposizione della direzione dei lavori, intimando all’impresa la demolizione dell’opera, oppure aspettare con trepidazione e timore il parere riparatore della Soprintendenza per l’ennesima sanatoria che l’Amministrazione comunale si ritrova a dover richiedere per un’opera pubblica?

Questo episodio è l’ennesima dimostrazione di una maggioranza che –  a  chiacchiere – si fa vanto, un giorno si e l’altro pure,  di applicare la trasparenza e la legalità  ai propri atti e alle proprie azioni, ma che nella sostanza prevarica ogni Ente sovraordinato.
L’auspicio, questa volta davvero per il bene della città, è che possa verificarsi almeno un lieto fine in questa triste vicenda così come nel film di Totò e Peppino, allorquando la ballerina “malafemmina” – alla fine – si rivela una buona madre di famiglia.

Il consigliere comunale Giuseppe Piazza

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