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Aversa, Parco Pozzi: ritornano le “solite scene”. Necessaria maggiore sorveglianza

Aversa – A proposito della vigilanza all’interno di Parco Pozzi, prevista sia diurna che notturna, annunciata dal primo cittadino come già attiva fin dall’8 luglio, giorno successivo all’inaugurazione dell’area verde, affermando in una videointervista pubblicata su Pupia, ad oggi tra sorveglianza diurna, notturna, Tim security, che è ancora a carico dell’impresa, stanno operando almeno una quindicina di persone.

Alberto Marino, uno dei tanti fruitori del parco, segnala via mail l’esperienza fatta nel pomeriggio proprio dell’8 luglio. “Chi credeva che le cose fossero cambiate (come organizzazione) è rimasto deluso. – scrive il lettore – Ieri pomeriggio, poche ore dopo avere ascoltato le dichiarazioni del sindaco in merito alla sorveglianza del parco ho assistito alle solite scene. Ieri (8 luglio) primo giorno di apertura ‘ufficiale’ di riapertura del parco Pozzi ho visto sui prati ragazzi giocare con il pallone (‘partitelle’), biciclette che sfrecciavano per i viali e, nonostante lo spazio a loro ‘riservato’, cani, con e senza guinzaglio, per i prati. Forse i ‘divieti’ affissi all’ingresso del parco sono stati scritti con caratteri troppo… ‘piccoli’? O è la sorveglianza ‘promessa’ che mancava? Naturalmente, molte le critiche dei ‘benpensanti’. Le ‘brutte abitudini’ di persone poco civili non mancano, ma vanno (comunque) ‘controllate’, non crede?”, domanda Marino.

Sicuramente il lettore ha ragione affermando che le “brutte abitudini” vanno “controllate” ma, aggiungiamo, va anche fatto in modo che cambino in meglio. Quanto alle situazioni che ha elencato, verificate personalmente nel giro fatto nella mattinata dell’8 luglio, sono state avvertite anche del sindaco che, con il suo staff tecnico, proprio quella mattina, era in giro per i viali del parco annotando le segnalazioni e i suggerimenti dei cittadini-utenti al fine di mettere in opera quanto necessario per migliorare la fruibilità della struttura che, come ha sottolineato in più occasioni, è un bene di tutti, e come tale va custodito da tutti.

Certo, affidarsi al senso civico non basta, perché il senso civico è merce rara, rarissima, in quest’epoca permeata da egoismo ed egocentrismo. Così occorre imporre il rispetto delle regole, attuando una sorveglianza strettissima che prevenga “esagerazioni” come le corse in bicicletta, con sprint finale da traguardo di tappa, lungo viali popolati da anziani, mamme con bimbi in carrozzina, bambini in tenera età, non vedenti che possono passeggiare da soli grazie agli appositi percorsi tattilo-plantari presenti nell’area.

Per questo sarebbe opportuno disporre un addetto alla sorveglianza all’ingresso del parco che potrebbe rendersi conto delle caratteristiche dei frequentatori e ricordare l’esistenza di un regolamento che va rispettato. Associato ad un controllo costante della aree, affinché vengano utilizzate per il fine a cui sono state destinate, si potrebbe educare l’utenza, modificandone le “brutte abitudini”.

In alternativa, sperando di essere cattivo profeta, tra qualche mese il parco tornerà nelle condizioni in cui era prima dell’intervento di ristrutturazione. Naturalmente controlleremo, di questo il nostro lettore può essere certo.

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