Santa Maria C. V. - San Tammaro

Santa Maria CV, minacce ed estorsioni a ditta raccolta rifiuti: fermati due operatori

Santa Maria Capua Vetere – Due dipendenti della ditta “Dhi – Di Nardi Holding Industrial”, di Pastorano (Caserta), operante nel ramo della raccolta rifiuti a Santa Maria Capua Vetere ed altri comuni della provincia di Caserta, sono stati sottoposti a fermo dai carabinieri.

Si tratta di Tommaso Del Gaudio, 47 anni, detto “Masino”, responsabile dei lavoratori del cantiere sammaritano, ritenuto appartenente alla famiglia Bellagiò, contigua al clan dei casalesi, e Raffaele Guerriero, 34 anni, consigliere comunale a Marcianise dove è stato recentemente eletto nella lista del Pd di cui è vicesegretario cittadino.

Secondo quanto accertato dai militari della locale compagnia, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia, Del Gaudio, spalleggiato dal suo complice, avrebbe pretesto dalla famiglia Di Nardi, titolare della ditta, la somma di 6mila euro mensili, non corrispondente a quella di inquadramento professionale, minacciando, in caso contrario, di intervenire, approfittando della sua caratura criminale, contro i dipendenti della Dhi per costringerli a non effettuare il servizio di raccolta.

Non a caso, il 16 aprile scorso, il servizio in città venne illegittimamente interrotto per tutta la giornata a causa di proteste dei lavoratori che lamentavano il mancato pagamento dello stipendio. Una situazione che provocò l’attivazione di una procedura di infrazione da parte del Comune nei confronti della ditta per inadempienza contrattuale, con una sanzione di diverse decine di migliaia di euro.

Da approfondimenti investigativi emergeva, poi, che la famiglia Di Nardi era vittima di continue richieste estorsive. Così, per evitare che agitazioni illegittime e non preavvisate, come quella del 16 aprile, la esponessero al pagamento di pesanti penali irrogate dal Comune e all’oneroso spostamento di dipendenti e mezzi da altri cantieri della provincia, la ditta versava a Del Gaudio stipendi “gonfiati” per la domma di circa 3mila euro.

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