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Mozzarella di Bufala campana Dop, Camera approva risoluzione per la tutela

“Qualità, tracciabilità, sostenibilità”. La Camera dei deputati approva all’unanimità la risoluzione sulla mozzarella di bufala Dop, di cui è relatore Paolo Russo e che è stata presentata dalla Commissione parlamentare anti contraffazione.

“Per la prima volta – sottolinea Paolo Russo – il Parlamento nazionale si occupa di un prodotto che è la terza Dop d’Italia e la prima del Sud. É questo il segnale della sensibilità verso i temi dell’agricoltura intesa come elemento di attrazione culturale che, quando praticata nel rispetto della tradizione, dei territori e del consumatore, rappresenta elemento di crescita economica e sociale”.

“La risoluzione che la Camera ha approvato – aggiunge il deputato – rappresenta il manifesto dell’Italia che così afferma il valore identitario di una pratica agricola dove a fare la differenza è il carattere artigianale e non la massificazione e l’omologazione tipiche del Nord Europa e che dovrebbe essere protagonista dell’accordo commerciale con gli Stati Uniti attraverso il Ttip”.

“Prevale così – specifica il relatore del documento – il modello tipicamente italiano del prodotto locale in grado di evocare territori e di assicurare genuinità e ricetta esclusiva. Questo non vuol dire sbarrare la strada ai mercati internazionali ma lavorare ad una strategia che oltre a tutelare l’immagine del Made in Italy nel mondo produca effetti benefici al turismo ed ai percorsi del buon cibo dentro contesti ricchi di attrazioni paesaggistiche, storiche ed artistiche”.

“Il dossier sulla mozzarella di bufala campana – evidenzia ancora Russo – traccia una posizione netta rispetto all’utilizzo di latte congelato a tutto vantaggio di un disciplinare che nell’utilizzo entro 60 ore di latte proveniente dall’area Dop trova il proprio punto di forza”.

“Un decisivo passo in avanti – conclude il deputato – nella consapevolezza di doverne compiere ancora tanti altri per creare un potente argine contro i plagi e le contraffazioni che non solo intaccano l’immagine dell’oro bianco ma dell’intero patrimonio agroalimentare italiano”.

 

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