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“Gomitoli”, la ‘Scianel’ di Gomorra inaugura centro interculturale a Napoli

Napoli – Nasce a Napoli in uno spazio di seicento metri quadri che ospitava un lanificio, oggi riqualificato e recuperato alla città, il primo centro interculturale rivolto a giovani italiani e migranti di seconda generazione.

L’iniziativa, realizzata dalla cooperativa sociale Dedalus da oltre vent’anni impegnata in servizi, progetti e attività con le persone migranti, apre domani e sabato alla città con due giornate di spettacolo, arte, musica e testimonianze e la partecipazione di diversi testimonial, tra cui gli attori Cristina Donadio (la “Scianel” di Gomorra), Antonella Stefanucci e Patrizio Rispo, i registi Lisa Tormena e Gabriele Vacis, lo scrittore Maurizio Braucci, il filosofo Gennaro Carillo, la giornalista Benedetta Tobagi e gli artisti Jimmie Durham e Maria Thereza Alves.

“Gomitoli” si pone come un’officina sociale e culturale finalizzata a promuovere opportunità sociali e personali degli adolescenti e dei giovani per la costruzione di competenze utili al loro futuro. Ma è anche un luogo dove chi opera nel settore dell’interculturalità o dei servizi dedicati ai migranti può trovare materiali informativi, momenti di formazione e aggiornamento, risorse e competenze aggiuntive, attività e servizi specifici a supporto delle sue attività quotidiane.

“Gomitoli vedrà interessati adolescenti, ragazzi che vivono il territorio e che man mano potranno essere coinvolti nelle iniziative che saranno presentate – spiega Andrea Morniroli, tra i responsabili della cooperativa Dedalus – per ospitare e creare occasioni di incontro con migranti, genitori di studenti di seconda generazione o genitori migranti con figli arrivati in Italia in giovane età, giovani italiani e stranieri, ma che nell’insieme guarda a tutta la comunità locale. E il centro diventerà un posto dove i giovani potranno proporre anche le loro attività”.

All’interno dell’ex Lanificio Borbonico Sava di Porta Capuana a Napoli sarà avviata una Scuola di Alta Formazione per giovani artigiani con il coinvolgimento di artisti e designer internazionali, grazie a una collaborazione tra Dedalus e la Fondazione Made in Cloister.

Le diverse attività sono organizzate in “officine”: delle relazioni, delle culture e delle differenze; dei diritti e della cittadinanza; della creatività tecnica, artistica e culturale con un laboratorio sui nuovi linguaggi e la comunicazione multimediale; della scuola e della comunità educante, con corsi per la licenza media e per l’alfabetizzazione; officina delle competenze, della formazione e del lavoro, con percorsi formativi e di tirocinio finalizzati all’inserimento lavorativo.

Dedalus ipotizza che, per tutta la durata del progetto saranno coinvolti circa 1600 adolescenti tra italiani e stranieri, oltre agli operatori e alle famiglie del territorio.

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