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Capua, sequestrate sei tonnellate di sigarette di contrabbando

Nei giorni scorsi, un ennesimo colpo durissimo è stato inferto dal Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli alle organizzazioni criminali dedite all’introduzione nel territorio campano di ingenti quantitativi di sigarette di contrabbando, successivamente commercializzate nell’ambito del “mercato nero”, in totale evasione di imposta e con gravi danni per la salute dei consumatori finali.

Il sistematico dispositivo di prevenzione e contrasto a questa tipologia di traffici illeciti posto in essere quotidianamente dai reparti dipendenti dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha consentito questa volta di individuare e sottoporre a sequestro un carico di oltre 6 tonnellate di sigarette di contrabbando, abilmente occultato all’interno di un autoarticolato con targa rumena condotto da un cittadino di origini moldave.

In particolare, le pattuglie operanti, insospettite dall’anomalo comportamento alla guida tenuto dall’autista, avviavano il pedinamento dell’automezzo allo scopo di risalire al luogo di destinazione e, allorquando lo stesso giungeva nei pressi di alcuni capannoni industriali ubicati nel comune di Capua (Caserta), decidevano di fermarlo per un controllo delle merci trasportate.

L’esame della documentazione accompagnatoria esibita dal conducente e il palese stato di tensione manifestato da quest’ultimo durante l’ispezione confermavano i sospetti dei militari del Nucleo di polizia Tributaria, i quali, dopo aver rimosso sei bancali di filtri acetati costituenti il “carico di copertura”, rinvenivano l’ingente carico di sigarette, distribuito lungo l’intera lunghezza del semirimorchio.

I successivi accertamenti consentivano di appurare che l’automezzo si era imbarcato su un traghetto proveniente dalla Grecia e, dopo essere approdato al porto di Brindisi, aveva raggiunto il territorio campano, dove sarebbe dovuta avvenire la consegna finale della merce illecita.

Le sigarette sequestrate, tutte riconducibili alla tipologia delle “cheap white”, recavano la marca “Mark 1” e risultavano prodotte da un’azienda tedesca.

Il valore del prodotto sequestrato è stato stimato in circa 1 milione e 300 mila euro, con una conseguente evasione di imposta pari a oltre 1 milione di euro.

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