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Lodi, Uggetti si autosospende da Pd. Renzi: “Piena fiducia in magistrati”

Lodi – Ha deciso di autosospendersi dal Pd il primo cittadino di Lodi, finito in manette con l’accusa di turbativa d’asta.

Simone Uggetti, 46 anni, sindaco di Lodi dal 2013, avrebbe cercato di manomettere i computer, per far sparire la documentazione relativa ad un appalto truccato. A quanto pare la concessione avrebbe riguardato due piscine comunali che dovevano “finire” in mano ad una specifica società.

L’uomo si difende: “Ho sempre agito per l’equilibrio dei bilanci pubblici e per l’interesse dei cittadini”.

“Siamo disposti a chiarire quanto è successo anche davanti al pm – ha spiegato il legale di Uggetti, Pietro Gabriele Roveda al termine dell’interrogatorio di garanzia davanti al gip, nel carcere di S.Vittore – L’autosospensione è avvenuta per correttezza e massima garanzia sia per la persona di Uggetti sia per l’immagine del partito che rappresenta”. 

Nel frattempo, Giuseppe Fanfani, componente laico Pd del Csm, ha annunciato che chiederà la verifica della legittimità dei provvedimenti adottati nei confronti del primo cittadino, misure da lui ritenute “ingiustificate ed eccessive”. 

“Non ho mai visto, in 40 e più anni di attività di penalista – ha dichiarato Fanfani – incarcerare alcuno per un reato come la turbativa d’asta, soprattutto quando l’interesse dedotto è quello di una migliore gestione di una piscina comunale. Non mi pare fossero necessari provvedimenti di cautela, ma se proprio lo si riteneva bastavano provvedimenti interdittivi e non certo coercitivi. Il carcere, poi, mi pare del tutto fuori luogo, frutto di una non equilibrata valutazione del caso”.

Renzi a Rtl 102.5: “Questa inchiesta fa male, uno fa di tutto per far vedere le cose positive dell’Italia, è sempre un problema ma c’è bisogno di grande chiarezza nei confronti dei magistrati, nessun complotto. Ma de che? Piena fiducia nei magistrati, se saranno colpevoli è giusto che paghino ma nessun tipo di strumentalizzazione di battaglia politica. Nessun complotto”. 

“Io mi arrabbio perché il mio governo ha aumentato le pene per la corruzione e aumentato la durata della prescrizione sulla corruzione mentre altri hanno votato no – ha aggiunto il premier – La questione morale c’è dappertutto, c’è qualcuno che ruba, non va bene ma smettiamola di sparare sugli altri. Non c’è destra contro sinistra ma onesti contro ladri. Non ci possiamo immaginare che su una comunità di 50mila persone possiamo controllarli uno per uno”.

E ancora: “M5s e Lega usano due pesi e due misure. Parlare di riforma costituzionale in questa vicenda non c’entra niente, è un tentativo di strumentalizzare una vicenda giudiziaria. È molto facile fare battaglia su questo contro altri. Ieri Mantovani è tornato in aula tra la bagarre dopo essere stato indagato per vicende legate a questioni di tangenti e corruzione”.

Infine, su Twitter il primo ministro ha scritto: “Giusto indagare, chi sbaglia paga. Vale per Pd, vale per altri. Col mio Governo regole più dure su corruzione. I giudici vadano a sentenza”.

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