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Immigrati ospitati in parrocchia: prete chiede pizzo per accoglienza

Benevento – Estorsioni a cittadini extracomunitari ma anche prestiti di denaro con elevati tassi di interesse. E’ quanto viene contestato ad un sacerdote, già parroco della parrocchia di San Biagio di Limatola (Benevento) al quale sono stati sequestrati beni per oltre un milione di euro.

Secondo quanto si legge in un comunicato del procuratore capo Giovanni Conzo, il prete è ritenuto “soggetto abitualmente dedito a delinquere e a vivere, almeno in parte, dei proventi delle proprie attività illecite”.

Il sacerdote era stato oggetto di attenzione investigativa da parte della procura sannita sin dall’aprile 2014 quando, nei suoi confronti, furono eseguite una serie di perquisizioni che avevano poi permesso di contestargli diversi reati, anche di carattere estorsivo, realizzati con l’ausilio di pregiudicati, nonché una intensa attività usuraia.

Le investigazioni hanno consentito di raccogliere la testimonianza di alcuni extracomunitari che abitavano presso i locali della parrocchia di San Biagio senza regolare contratto di affitto che “avevano dovuto sottostare alle pretese del parroco e alle sue ritorsioni, a seguito del ritardo nel pagamento dei canoni di fitto” staccando loro l’energia elettrica. Nella notte di capodanno 2013 la famiglia “morosa” era stata lasciata senza fornitura elettrica per qualche giorno.

Le Fiamme gialle, dopo aver analizzato il patrimonio del religioso, hanno accertato una notevole sproporzione fra i redditi dichiarati e i beni posseduti: 13 autovetture di cui sette d’epoca, sistemate in parte nei locali della canonica parrocchiale, un immobile di pregio a Cimitile (Napoli) e numerosi rapporti bancari. Da qui il decreto di sequestro emesso dalla sezione misure di prevenzione del tribunale di Benevento del valore di circa un milione di euro.

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