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Appalti e camorra a Grazzanise, arrestato ex sindaco Parente

Grazzanise – L’ex sindaco di Grazzanise Enrico Parente, 63 anni, e alcuni imprenditori casertani sono stati arrestati, giovedì mattina, dai carabinieri della compagnia di Santa Maria Capua Vetere.

Otto, complessivamente, gli indagati: sei in carcere e due ai domiciliari. Sono accusati di associazione per delinquere di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, turbata libertà degli incanti, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, intestazione fittizia di beni e reati in materia di armi, tutti con l’aggravante del metodo mafioso.

Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, hanno accertato le infiltrazioni della criminalità organizzata nel Comune di Grazzanise nel periodo tra il 2008 e il 2009 e i rapporti intrattenuti, dall’allora primo cittadino, con soggetti legati al clan dei casalesi.

Tra gli imprenditori arrestati figura anche Alessandro Zagaria, 30 anni, già in carcere dal 26 aprile scorso nell’ambito dell’inchiesta su appalti e camorra a Santa Maria Capua Vetere che ha coinvolto l’ex sindaco sammaritano Biagio Di Muro e che vede tra gli indagati il consigliere regionale Stefano Graziano, dimissionario presidente del Pd campano (leggi qui).

In carcere sono finiti: Enrico Parente, Alessandro Zagaria; i fratelli Francesco Madonna, 55 anni, e Nicola Madonna, 50, di Casal di Principe; Luigi Mercadante, 43 anni, e Benito Natale, 43 anni. Ai domiciliari: Maurizio Francesco Malena, 47 anni, e Carlo Noviello, 36 anni.

L’indagine trae spunto da una precedente scaturita da un atto intimidatorio posto in essere nel dicembre 2008 ai danni di Enrico Parente, allora sindaco in carica, che aveva portato ad accertare il favoreggiamento da parte del primo cittadino della latitanza di Michele Zagaria, superlatitante del clan dei casalesi, per la quale lo stesso Parente è stato condannato a due anni, in primo grado, nel dicembre 2013.

Il prosieguo delle investigazioni, supportate anche dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia e dall’esito dei lavori della commissione d’accesso al Comune di Grazzanise, sciolto nel 2013 per infiltrazione mafiosa, consentiva di acquisire un rilevante quadro probatorio in merito a diversi episodi di turbativa di gare aggiudicate a soggetti legati alla criminalità organizzata e, in particolare, alla fazione Schiavone del clan dei casalesi.

Tra queste, la gara per il collettore fognario nel tratto Grazzanise-Cancello Arnone per oltre 3 milioni di euro, alcune gare per lavori di pulizia al Comune, tutte aggiudicate a ditte legate agli Schiavone attraverso prestanome.

Tra il 2008 e il 2009 risultano pesanti infiltrazioni della camorra al Comune, evidenziate dalle condotte del sindaco Parente, il quale, secondo gli investigatori, sarebbe giunto a oscurare un episodio di estorsione ai danni di un imprenditore, di cui era venuto a conoscenza.

Risulta, inoltre, che i fratelli Madonna e il genero Alessandro Zagaria, legati a Nicola Schiavone, figlio del boss “Sandokan” e ai fratelli Pasquale e Roberto Vargas, con l’aiuto di Parente si erano aggiudicati l’appalto per il collettore fognario.

In alto il servizio video con l’uscita degli arrestati. Ai nostri microfoni il sottotenente dei carabinieri Felice Izzo, comandante del nucleo radiomobile di Santa Maria Capua Vetere, e l’attuale sindaco di Grazzanise, Vito Gravante.

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