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Bindi: “I partiti non accettino i voti della camorra”

Castel Volturno (Caserta) – “Accettare i voti della camorra e delle mafie vuol dire condizionare l’azione della politica e delle pubbliche amministrazioni, quindi i partiti dovrebbero dire con forza che i voti delle mafie non li vogliono e rifiutare ogni tipo di contaminazione. Non credo ci siano altre strade”. Lo ha dichiarato, da Castel Volturno, il presidente della commissione Antimafia, Rosy Bindi.

Alla parlamentare i giornalisti hanno chiesto delle recenti inchieste della Dda di Napoli che hanno coinvolto, tra gli altri, l’ex presidente del Pd campano nonché consigliere regionale Stefano Graziano e l’ex sindaco di Marcianise Filippo Fecondo, entrambi indagati per concorso esterno in associazione mafiosa.

Bindi ha preso parte alla cerimonia organizzata per l’ottavo anniversario dell’omicidio dell’imprenditore Domenico Noviello, ucciso il 16 maggio 2008 dai killer dell’ala stragista dei Casalesi guidata da Giuseppe Setola per aver denunciato e fatto condannare gli estorsori della cosca. Il processo di primo grado si concluse alle fine del 2014 con condanne elevate – all’ergastolo e a 30 anni – per i mandanti, come Setola, e gli esecutori materiali; in questi giorni è invece in corso a Napoli il processo d’appello, dove la Procura generale ha richiesto la conferma delle condanne.

“È evidente – ha proseguito Bindi – che alla vigilia di elezioni, soprattutto amministrative, è necessario che la vigilanza sia molto più alta perché le amministrazioni comunali sono il varco privilegiato delle mafie per entrare in rapporti con la politica, con la pubblica amministrazione, con gli appalti e i soldi pubblici. Io credo che in questo momento sia giusto porsi l’obiettivo di vincere le elezioni, perché chi si presenta, si presenta per vincere e non solo per testimoniare, ma non si può vincerle a tutti i costi”.

“Mirabelli – aggiunge Bindi, riferendosi al commissario del Pd di Caserta che è anche capogruppo del Pd in Commissione Antimafia – sta svolgendo bene il suo lavoro così come la prefettura nel vagliare le liste. Credo che anche il lavoro fatto come Commissione in questi anni sia servito a tenere più alto il livello di attenzione e i risultati si stanno vedendo. Non voglio però entrare nelle questioni del mio partito, sono qui come presidente della Commissione Antimafia”.

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