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Addio a Lino Toffolo, poliedrico artista italiano celebre per “Johnny Bassotto”

Il mondo dello spettacolo italiano è in lutto per la scomparsa di Lino Toffolo, morto la scorsa notte nella sua abitazione a Murano (Venezia) dopo essere stato colpito da un infarto. L’attore e cabarettista avrebbe compiuto 82 anni il prossimo 30 dicembre.

Toffolo era stato appena dimesso dall’ospedale di Venezia, dove era stato ricoverato per la frattura di un braccio e la rottura di un paio di costole a seguito di una caduta. La figlia Anna, interpellata dal quotidiana “Il Gazzettino”, ha raccontato che Toffolo si è accasciato improvvisamente dopo aver cenato in famiglia e ogni tentativo di rianimarlo è stato vano. L’attore lascia la moglie Carla e i tre figli Anna, Luisa e Paolo.

Lino Toffolo esordì nel 1963 al noto locale milanese Derby, accanto a Enzo Jannacci, Bruno Lauzi e in seguito Cochi e Renato. Nel 1966 pubblicò il suo primo album, omonimo, in cui spiccava “Gastu mai pensà”, struggente canzone d’amore, che colpiva molto Enzo Jannacci, tanto che il cantautore decideva di tradurla con il titolo “Hai pensato mai”. Il suo disco di maggior successo fu però “Oh Nina (vien giù da basso che te vogio ben)”, con cui partecipò anche al Cantagiro 1969.

Un anno dopo avvenne il suo debutto al cinema nel film Chimera, di Ettore Maria Fizzarotti. Recitò in diverse pellicole di successo, diretto da grandi registi da Mario Monicelli (“Brancaleone alle crociate”, 1970), a Pasquale Festa Campanile (“Quando le donne avevano la coda”, 1970; “Il merlo maschio”, 1971; “Quando le donne persero la coda”, 1972; “L’emigrante”, 1973), da  Adriano Celentano (“Yuppi du”, 1975), a Dino Risi (“Telefoni bianchi”, 1976).

Nell’autunno 1976 Toffolo ottenne un grande successo con “Johnny Bassotto”, canzone per bambini scritta da Bruno Lauzi e Pippo Caruso. Seguiranno altri album e brani per i più piccoli. Nella sua instancabile carriera è stato anche autore di commedie. Nel 2006, l’esordio da regista in “Nuvole di vetro”, il film in lingua veneta da lui scritto, diretto e interpretato, con cui volle omaggiare l’antica arte che caratterizza la sua città. Tre anni più tardi anche il debutto in una fiction, “Scusate il disturbo” in coppia con Lino Banfi.

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