Aversa

Camorra e appalti ad Aversa, Ciaramella: “Sono completamente estraneo ai fatti”

Aversa – “Sono colpito, stupito, ma nei momenti difficili bisogna essere lucidi e avere fiducia nella magistratura”. Mimmo Ciaramella, due volte sindaco di Aversa, dal 2002 al 2012, già presidente del consiglio dell’ordine dei dottori commercialisti di Santa Maria Capua Vetere, è visibilmente colpito dalle voci che trapelano in relazione all’inchiesta sulla realizzazione del piano di insediamenti produttivi della città normanna (leggi qui). Il pentito di turno lo accuserebbe di un suo coinvolgimento nell’operazione e lo indicherebbe come professionista di riferimento, dottore commercialista, per le imprese che farebbero capo al clan camorristico dei casalesi.

“Venticinque anni fa – ha continuato Ciaramella – un certo Carmine Iovine, che aveva sposato la figlia di un mio dirimpettaio ed io lo avevo assistito. Da allora non ho avuto più contatti con persone che potrebbero appartenere al clan camorristico in questione”.

L’ex primo cittadino passa, poi, a parlare del periodo in cui ha ricoperto la carica di sindaco per ben dieci anni e afferma: “Una sola cosa posso dire: ho amministrato la città con tutta l’onestà possibile e immaginabile. Sono fuori da qualsiasi coinvolgimento con i nomi che circolano e di questo posso rassicurare i tanti che ancora oggi si fidano di me”.

Passando al tema concreto dei Pip, il piano degli insediamenti produttivi che con l’amministrazione Ciaramella avevano, finalmente, fatto un passo in avanti, l’ex sindaco afferma: “Per i Pip l’allora dirigente dell’ufficio urbanistica Gennaro Pitocchi può testimoniare che sono stato lontano, che non sono mai intervenuto non sono in quella gara, ma in nessuna altra gara tanto che non conosco nemmeno la stanza in cui queste stesse si tenevano”.

Ciaramella risponde anche alle dichiarazioni che uno degli arrestati nel blitz dei carabinieri e della Dda di ieri mattina avrebbe fatto quando afferma: “Ho letto che un certo signor Di Lauro avrebbe parlato con me. Ebbene, io posso affermare, senza alcun timore di smentita, che io non lo conosco nemmeno fisicamente. Forse potrebbe esserci qualche omonimo, forse si sbaglia. Certo è che sono pronto a tutelare il mio buon nome nelle sedi opportune. Ripeto, posso assicurare chi mi ha stimato e mi stima ancora oggi (e sono tanti) che io sono completamente fuori da queste logiche, che non mi appartengono e, avendo fiducia nell’autorità giudiziaria, ritengo verranno chiarite al più presto”.

Al termine del colloquio, l’ex due volte sindaco della città normanna rivela un particolare umano di ieri mattina, quando ha saputo quello che stava avvenendo intorno alla sua persona.

“Mi sono fatto promettere da mio figlio Genny – rivela l’ex presidente del consiglio dell’ordine dei dottori commercialisti – che non farà mai il sindaco o l’assessore ad Aversa. Non è possibile essere infangati in questo modo dopo che hai dedicato dieci anni della tua vita alla collettività. Si tratta di una vera e propria tortura che non coinvolge solo il sottoscritto, ma anche tutta la famiglia. Non è giusto vivere degli incubi di questo tipo quando si sa di essere innocenti”.

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