Aversa

Aversa, standard urbanistici “occupati”: inviate le ordinanze di ripristino

Aversa – Lotta continua alla sottrazione di suoli pubblici abusiva. Altri cinquemila metri quadrati di terreno, tutti rientranti negli oramai famigerati “standard urbanistici”. Suoli che i privati hanno ceduto di diritto al Comune di Aversa, in cambio di autorizzazioni a costruire, ma mai di fatto, continuando ad utilizzarli in maniera esclusiva, in barba alla legge.

Dopo le imputazioni (contabili) all’ex due volte sindaco Mimmo Ciaramella da parte della Procura regionale della Corte dei Conti (che aveva notificato inviti a controdedurre ad amministratori e dirigenti comunali degli ultimi trent’anni) e alle conseguenti iniziative del suo compianto successore Giuseppe Sagliocco, il comandante della Polizia municipale, Stefano Guarino, ha intrapreso da mesi una vera e propria battaglia contro gli usurpatori con numerose ordinanze di ripristino.

Ben cinque sono quelli pubblicati all’albo pretorio della città normanna nella giornata di martedì 10 maggio, tutti relativi a zone altamente residenziali che avrebbero bisogno di questi terreni per consentire la presenza di verde attrezzato a servizio dei residenti e non solo dei soliti noti.

Tra i destinatari interessati dalle cinque ordinanze del comandante Guarino anche un notissimo imprenditore edile con interesse nello sport. Le strade interessate da via Aldo Moro a via Luigi Pirandello a via Michelangelo Buonarroti a via Paolo Riverso.

La speranza è che si sia giunti in tempo e che non siano trascorsi i venti anni che potrebbero consentire la riacquisizione da parte dei privati per usucapione, come avvenuto già in diverse occasioni, tra cui quella che ha visto una famiglia (con partecipazione anche in politica) usucapire, sotto gli occhi di tutti, un terreno sul quale, ironia della sorte, è stato realizzato un deposito giudiziale di autovetture presso il quale le forze dell’ordine e la stessa Polizia municipale conferiscono automezzi in caso di sequestro.

Una destinazione, questa, non consentita che potrebbe permettere, secondo alcuni urbanisti, un’ulteriore contestazione ai titolari e l’acquisizione del bene al patrimonio comunale. Una scelta che, a questo, punto sembrerebbe cadere sul tavolo della ormai imminente prossima amministrazione che uscirà dalle urne il prossimo 5 giugno.

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