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Riforme, Renzi: “Vince la democrazia, non chi scappa dall’Aula”

Roma – “Per la prima volta la politica riforma se stessa e dà una grandissima lezione di dignità al resto della classe dirigente del Paese”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi alla Camera, intervenendo nel dibattito sulle riforme. “La politica – ha aggiunto – si dimostra in grado di far vedere la pagina più bella quando sfidata. Sono qui per rendervi omaggio e gratitudine: date una lezione a tanti”. I gruppi di opposizione hanno abbandonato i lavori.

“Vorrei confermare e ribadire quanto detto nei mesi scorsi: la nascita di questo governo è dovuta al fatto che il precedente era in una condizione di stagnazione, l’accettazione dell’incarico era subordinata all’impegno a realizzare una serie di riforme nel momento in cui non vi fosse il consenso popolare è principio di serietà trarre conseguenze”, ha sottolineato Renzi intervenendo alla Camera. “Non avevamo alternative che usare tutti gli strumenti messi a disposizione del regolamento per poter andare avanti, altrimenti sarebbe stato il blocco”, ha spiegato il premier.

“L’argomento che ha portato una parte di questo Parlamento a venire meno alla parola data non ha a che vedere con il contenuto della riforma come sarebbe legittimo ma ha a che vedere con il fatto che questo Parlamento ha eletto presidente della Repubblica Mattarella contro i desiderata del leader di quel partito medesimo”, ha ricordato Renzi riferendosi a Forza Italia.

“La nascita di questo governo è dovuta al fatto che l’esecutivo precedente si trovava in una situazione di stagnazione. L’accettazione dell’incarico di presidente del Consiglio è stata subordinata all’impegno di realizzare una serie di riforme, possano piacere o meno. Se la riforma più importante non fosse approvata, sarebbe un fatto di serietà prenderne atto”, ha ancora ricordato poi il premier.

“Si può essere d’accordo o meno con la riforma ma deve essere chiaro che oggi vince la democrazia, che non vuol dire ostruzionismo o cercare di non far votare gli altri o fuga dall’Aula quando mi accorgo di non avere i voti. Ma è confronto e poi espressione libera e democratica di voto. Sostenere che ci sia una lesione di democrazia significa fare a pugni con la realtà e pensare che gli italiani non siano in grado di capire”. “Scappare dal dibattito è indice di povertà dei contenuti”, ha aggiunto.

“Dicono che legge elettorale e riforma consegnano le istituzioni a una sola forza politica. Ma la realtà è diversa perché questa riforma non mette in discussione tutte le maggioranze qualificate che restano o vengono rafforzate, come quella per eleggere il presidente della Repubblica”, ha ricordato Renzi, citando la “democrazia decidente” di Calamandrei. Ci saranno “governi che durano 5 anni e consentono alle opposizioni di non fare teatrini e sceneggiate ma prepararsi a tornare al governo, sempre che ne siano capaci”.

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